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E’ rimasto soltanto Alexander Zverev tra Jannik Sinner e il suo secondo titolo consecutivo a Wimbledon. Il tedesco sembra in grande fiducia dopo aver vinto al Roland Garros il suo primo torneo dello Slam, liberandosi da quella che pareva una maledizione. E’ alla sua prima finale a Wimbledon, dove non era mai andato oltre gli ottavi, e ci è arrivato senza faticare troppo. Eppure tutti danno Sinner favorito. Vediamo perché. Cominciamo dai precedenti confronti diretti: il totale recita 10 a 4 per l’italiano, che però ha vinto gli ultimi nove consecutivi, facendo pensare che il tedesco soffra di una sorta di complesso di inferiorità quando affronta il ragazzo della Val Pusteria. La verità è che il Sinner che in semifinale ha demolito Djokovic ben oltre il punteggio sembra imbattibile. Lo ha ammesso il serbo: “Jannik mi ha annientato, era due livelli superiori a me, non c’era nulla che potessi fare per limitarlo”. Ecco il punto: nei primi cinque incontri a Wimbledon Sinner non aveva incantato, aveva sofferto le pene dell’inferno con Kecmanovic al primo turno, riuscendo a domarlo soltanto al quinto set. Poi non aveva più rischiato nulla nei match successivi, controllando gli avversari dall’alto di un servizio micidiale. Ma non aveva convinto sul piano del gioco, al punto che ci si chiedeva dove fosse finito il Sinner che aveva dominato i primi cinque Master 1000 stagionali fino al drammatico epilogo di Parigi, dove aveva asfaltato Juan Manuel Cerundolo sino a tre punti dal successo, prima che si spegnesse inspiegabilmente la luce. Ma contro Djokovic Sinner è tornato Sinner: potente, preciso, implacabile. Ha alzato il livello come solo i fuoriclasse sanno fare. Zverev deve augurarsi di non trovare questo Sinner in finale, altrimenti non avrà chance. Non c’è un solo colpo in cui il tedesco sia superiore all’italiano: diciamo che il servizio è equivalente. La differenza enorme è sulla risposta, dove Sinner è di un altro livello e può indirizzare il match. Anche in manovra, sugli scambi da fondo campo Jannik appare superiore. Insomma, Zverev deve augurarsi di giocare il match della vita contro un Sinner in giornata no. Altrimenti sa di non avere scampo.
