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Un titolo mai in discussione
20 apr 2019 21:22Calcio
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© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

La Juventus è campione d'Italia. Ogni tifoso e ogni squadra sogna di dire e scrivere queste parole nell'albo d'oro del calcio e la Juventus lo fa per l'ottava volta di seguito. Un record nazionale e anche europeo: nei top 5 campionati viene sorpassato il Lione. Semplicemente magnifico è questo titolo, reso ancora più bello perché arriva prima di Pasqua con 5 giornate d'anticipo.

Un primato pazzesco!!! Un campionato dominato sin dall'inizio, anzi sin dall'estate. Del resto se prendi Ronaldo, il Re, non puoi non vincere quello che negli ultimi 7 anni è stato tuo. I numeri di questa stagione certificano il dominio: 28 vittorie, 3 pareggi, 2 sconfitte, 67 gol fatti e 23 subiti. In casa una superiorità schiacciante: 15 vittorie, 2 pareggi e 0 sconfitte. L'ultimo ko interno risale al 22 aprile 2018 contro il Napoli di Sarri, l'unico, nel recente passato, a tenere testa all'armata bianconera.

Eppure questo titolo ha un sapore diverso, troppo scontato e questa non è una colpa della Juventus, ma di chi ha inseguito, anzi di chi doveva provare a vincere,  ma si è perso tra mille problematiche, nascondendosi dietro ai  fatturati e agli arbitri. Alibi, alibi e ancora alibi che hanno trasformato la Serie A come una Ligue 1 qualsiasi. Ma tornando in casa Juve c'è un però. Il tricolore non è mai stato messo in discussione e sin da novembre era già stato ricucito nelle maglie bianconere a doppio filo.

L'arrivo del Re non doveva certo servire a conquistare una terra già bianconera. Con il Re bisognava conquistare Madrid a giugno. L'esercito doveva arrivare almeno all'ultima battaglia, invece si è fermato durante uno spostamento davanti ad un gruppo di giovani e forti. Una ritirata impensabile. Una delusione che sommata con quella della coppa Italia apre riflessioni profonde. Oggi è giusto festeggiare il titolo, ma tutti sanno che questa è stata una vittoria straordinaria, ma per certi versi scontata, un qualcosa che tutti davano per acquisito sin dal principio e così è stato.

L'amarezza per quella coppa dalle grandi orecchie è solo attenuata dallo scudetto. Dopo la festa è il momento di pensare al futuro ripartendo dal Re. Ronaldo chiede di osare senza temere e allora serve un generale pronto ad attaccare. I nomi? Conte il condottiero, Guardiola lo stratega o Gasperini il coraggioso. In tutto questo non dimentichiamo Max Allegri, che per 5 anni di fila ha comandato in Italia sfiorando anche l'Europa, ma domani è tempo di dominare senza paura e con le idee giuste. Il Re, dopo la sfida con gli olandesi, con il suo gesto verso la panchina è stato chiaro. È tempo di trionfare lontano dal prorpio regno ormai conquistato, anche perché il tempo scorre anche per il RE. In attesa del futuro, complimenti signora bianconera.

Marco Piccari

RMC Sport Redazione