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TOP&FLOP - Il Milan è tutto un Top! Spalletti, Federazione e... complottisti bocciati
26 feb 2018 11:28Calcio
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© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

Errori arbitrali, sorpassi e contro-sorpassi e...Burian. 

La ventiseiesima, eterna, giornata di campionato non si fa mancare proprio nulla. Già, eterna, perché cominciata di sabato alle 18, sarebbe dovuta finire di lunedì con la sfida tra Cagliari e Napoli ma terminerà concretamente soltanto con il recupero di Juventus-Atalanta rinviata per neve a causa di una vera e propria bufera che ha reso impraticabile l'Allianz Stadium.

Ma Burian non fermerà i Top&flop di RmcSport..

TOP

Cutrone – Il simbolo della rinascita rossonera passa per l'attaccante proveniente dalle giovanili, non a caso da dove viene anche Gattuso. La soluzione in casa per risollevare un destino che sembrava segnato in negativo ma che accende spiragli di luce importanti. Il Milan ritrova la propria identità e sulle ali della giovinezza, con un centravanti così, nulla è impossibile.

Milinkovic-Savic – Tare lo “blinda” nel pre partita, specificando che anche 70 milioni sarebbero pochi per portarlo via e che la Lazio e Inzaghi ci puntano. E il serbo in campo, poco dopo, decide di dimostrare il proprio valore, milione per milione. Il primo dei due gol, con i quali trascina letteralmente la Lazio alla vittoria contro il Sassuolo, è una perla di rara bellezza: controllo e destro all'incrocio, come se fosse facile. In occasione della rete del raddoppio approfitta di un'errata marcatura ma si fa trovare puntuale all'appuntamento e freddo nell'esecuzione. Fisico, tecnica e gol. Si, Tare ha ragione, forse considerate le quotazioni del momento, Milinkovic Savic vale più di 70 milioni.

De Zerbi e il Benevento – Arrivato tra lo scetticismo dei tifosi (per usare un eufemismo), l'allenatore più giovane della Serie A ha dimostrato da subito tutte le proprie qualità. Una su tutte, il coraggio. Non importa che di fronte ci siano Milan, Inter o Roma, De Zerbi e il suo Benevento se la giocano a viso aperto, tanto non hanno nulla da perdere e molto da guadagnare, soprattutto in autostima. Il tecnico, scelto con coraggio e intelligenza dal presidente Vigorito, stupisce per la sua capacità di studiare l'avversario e adattarsi nel modo giusto. Poi il divario tecnico alla lunga emerge ma se per 60' minuti il Benevento ha dominato l'Inter a San Siro non si può non applaudire questa squadra e il suo tecnico.

La Spal – Spesso si sceglie l'allenatore, il bomber o la società per elogiare una squadra. In questo caso, invece, più che mai va elogiata la Spal. Intesa come società, che non si fa prendere dalla smania di cambiare allenatore o stravolgere i piani stagionali (come se non fosse evidente per una neo promossa incontrare difficoltà in Serie A); intesa come Leonardo Semplici che, forte dell'appoggio della società, non si è fatto mai buttare giù dai risultati e ha sempre risposto nell'unico modo che conosce: il lavoro; intesa infine come giocatori che hanno seguito le direttive del tecnico, protetti dalla fiducia della società, continuando a fare il proprio lavoro. E adesso, la speranza della salvezza non è affatto una meravigliosa utopia. 

FLOP

La “Federazione” - Le virgolette, vista la situazione, e non soltanto per l'attuale inevitabile commissariamento, sono più che mai indispensabili. Però qualcuno dovrebbe spiegare da dove nascono certe decisioni, come quella di far giocare una partita a Torino (dove se l'inverno è rigido, il pericolo neve è elevatissimo) in serale o addirittura in notturna. Aggiungiamoci la fretta nella decisione di spostare giorno, senza prendere in considerazione l'ipotesi di aspettare un'oretta e provare a giocarla lo stesso premiando i tanti tifosi giunti da ogni parte d'Italia. A proposito, questi tifosi meritano di essere messi tra i TOP di giornata per il loro amore. Mentre, visto che ci siamo, una menzione tra i flop la meritano anche i complottisti che hanno insultato per ore sui social le scelte obbligate di Gasperini. Come se soltanto qualcuno sia autorizzato a scegliere di mettere in campo i titolari quando serve...

Berardi – C'era una volta un bomber dal grande futuro assicurato, conteso da Juventus ed Inter ma rimasto poi al Sassuolo, ufficialmente per sua volontà, per continuare a crescere con Di Francesco. E invece, alla fine, Berardi è finito schiavo di se stesso e di qualità che sono rimaste inespresse. E mentre Juventus e Inter hanno smesso di seguirlo, i tifosi del Sassuolo continuano ad aspettarlo. Certo, va detto che Berardi ha attraversato momenti difficili a causa degli infortuni, ma anche quest'anno sta tradendo le attese e l'assurda espulsione che rimedia lasciando in dieci un Sassuolo, già in difficoltà anche per la mancanza dei suoi gol, è francamente una rumorosa nota dolente che gli vale la presenza tra i flop di giornata. 

Spalletti – In questo momento la Roma è senza gioco, senza identità e senza Champions. E domenica c'è il Napoli al San Paolo. La situazione in casa giallorossa comincia a precipitare. Non è la qualità della rosa a mancare, ma sicuramente in questo momento lo spogliatoio non è unito e lo dimostra il fatto che il crollo avviene soprattutto nella ripresa e che quando la strada è in salita, nessuno spinge. Le responsabilità vanno sicuramente condivise tra squadra, dirigenza e ambiente, ma così come sono stati tessuti giustamente elogi al tecnico ad inizio stagione, in questo momento è giusto evidenziarne i limiti, primo fra tutti quello di non riuscire a preparare i big match.

RMC Sport Redazione