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... di Vincenzo Marangio
Frenate e sorpassi, rimonte e crolli, spettacolo e Var. La ventinovesima giornata ha regalato tutto quello che poteva lasciando importanti indicazioni di classifica. E allora ecco, come da consuetudine, i top e flop di giornata.
TOP
Semplici. Il giudizio vale per il tecnico ma può essere esteso a tutta la società, ai calciatori e ai tifosi. Fermare la Juventus sullo 0-0 è un'impresa che vale quanto la vittoria dello scudetto per una realtà come quella della Spal. Brava la società a non farsi prendere dalla frenesia di cambiare alla prima difficoltà, bravi i calciatori a non ribellarsi e rispettare le indicazioni di tecnico e società. Bravi i tifosi che non hanno mai abbandonato la propria squadra e, soprattutto bravo Leonardo Semplici che ha preparato benissimo la partita contro la Juventus. Bloccare la fonte del gioco (Pjanic) sacrificando anche Paloschi. Capire che impostare la gara tutta sulla fase difensiva era la scelta giusta per portare a casa un punto che vale oro per classifica e morale è stata scelta saggia.
Icardi. Quattro gol per ribadire un concetto molto semplice: Icardi, quando è in forma, è l'80% dell'Inter. Né più né meno. Il Re Mida dell'area di rigore trasforma in oro quattro occasioni costruite bene da una squadra che ha espresso un ottimo calcio per 90'. Quasi come se d'un tratto l'Inter si fosse tolta di dosso tutte le paure e ansie da prestazione, aggrappandosi al proprio capitano che segna 4 gol uno più bello dell'altro, mettendoci tutto: astuzia, istinto e tecnica. Immarcabile.
Albiol. Festeggia le 200 presenze nel modo migliore, segnando il gol decisivo che permette al Napoli di vincere una gara complicata. Questi sono i classici gol che possono valere uno scudetto. Rete a parte è sempre preciso e puntuale negli anticipi, il difensore spagnolo si conferma leader silenzioso a cui il Napoli si aggrappa spesso nei momenti di difficoltà.
FLOP
Mazzarri. Appena arrivato al Torino sembrava aver dato ordine, disciplina e gioco ai granata, poi il tecnico toscano sembra aver smarrito idee e polso della situazione. Il Toro non soltanto non vince dall'11 febbraio, ma dalla sconfitta senza neanche l'onore delle armi del derby contro la Juventus, ha sempre perso. Qualche sprazzo di gioco buono si è potuto vedere soltanto nel primo tempo dell'Olimpico contro la Roma ma per il resto vuoto assoluto. Assenza di gioco e carattere.
Giampaolo. Nove gol subiti nelle ultime due partite. Spesso abbiamo giustamente elogiato Giampaolo come uno dei tecnici più preparati, quello che più di tutti potrebbe raccogliere l'eredità di Sarri. In queste due ultime partite, la sua Sampdoria ha palesato una fragilità difensiva importante sulla quale il tecnico dovrà lavorare molto.
Pjanic. Arginato benissimo dalla trappola preparata su di lui da mister Semplici, il bosniaco non è riuscito a trovare lo spunto giusto per accendere la luce in una serata grigia in casa Juventus. Non si può essere sempre al 100%, è vero, ma un campione come lui deve cercare di dare sempre equilibrio alla squadra e invece si fa innervosire e viene ammonito per protestare su un fallo subito da Alex Sandro.
