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TI PRESENTO... - Ligue 1, è tornato Weah?
04 mar 2018 19:00Calcio
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© foto di Panoramic/Insidefoto/Image Sport

... di Marco Piccari

Minuto 78’ di Troyes – PSG ,i parigini sono avanti di due gol e Emery decide di mandare in campo un giovane 18 enne. La telecamera indugia su quel numero 37. Cresta in testa, alto e magro. Il ragazzo sbarbato, classe 2000, prende il posto di Lo Celso. Appena entra in campo, lo speaker annuncia il nome: Timothy Weah e l’applauso parte spontaneo. Si è lui: il figlio di George il grandissimo bomber liberiano. Il giovane attaccante, che ha firmato un contratto con il PSG fino al 2020, si piazza al centro del tridente offensivo. Il PSG, visto il vantaggio, in campo arretra anche perché il pensiero va alla sfida di Champions di martedì con il Real. Un atteggiamento che non favorisce Timothy. Il tempo passa e il Troyes attacca, mentre il pallone non ne vuole sapere di andare dalle parti degli attaccanti del PSG. In mezzo al campo Diarra recupera palloni e Thiago Motta mette ordine, ma la voglia di fare male è assente. I padroni di casa continuano ad attaccare e intanto al 90’ vengono segnalati 3’ di recupero. I primi piani per figlio di George non mancano, lui quelle poche volte che tocca il pallone mostra eleganza e qualità. Ormai vanno i titoli di coda e il Troyes con orgoglio rimane in attacco. Il PSG è rintanato nella sua metà campo e improvvisamente Nkunku cattura un pallone e verticalizza. A quel punto Weah, tutto defilato a sinistra, parte dalla propria metà campo. Il ragazzo vola e trascina il pallone, in quel momento sembra di rivedere la fuga del papà che 20 anni prima, fu protagonista di una lunga corsa verso la porta contro il Verona in Serie A. Weah scappa via, accelera e si presenta davanti al portiere; guarda in mezzo non vede nessuno e allora prova, tutto defilato, una conclusione che viene parata dal formidabile Zelazny.  La palla non entra , il gol per poco non arriva. In quei pochi istanti il tempo sembrava essere tornato indietro. In quella falcata si è visto di nuovo Weah correre libero, veloce e sorridente verso la porta. Weah è tornato? Magari è esagerato pensare questo, ma la speranza lasciamola viva: il talento si può anche ereditare. Non rimane che scrivere ben venuto Timothy Weah e buona fortuna.

RMC Sport Redazione