Sardara: "Carichi per la Coppa Italia di Firenze"

15.01.2019, 21:54 - letto 168 volte Basket

Stefano Sardara, presidente Dinamo Sassari: "Abbiamo partecipato spesso alle fasi finali della Coppa Italia. La cornice di Firenze è spettacolare e arriviamo carichi con la voglia di far bene".

Gli arrivi di Tyrus McGee e Justin Carter?
"Era necessario trovare la quadratura in un momento di difficoltà. C'è stata l'opportunità di prendere questi due giocatori e l'abbiamo colta perché il tempo stringe".

Un bilancio su questi mesi condivisi con coach Esposito?
"Era già conosciuto per essere una brava persona e un ottimo coach. E' una persona vera, di altissimo livello. Ha legato subito con tutto l'ambiente. Dal punto di vista tecnico è un allenatore che viene dal campo e poi ha una passione per il basket infinita".

Centralità della valorizzazione degli italiani?
"Sassari è stata un precursore visto che abbiamo cresciuto tanti giovani nel nostro settore giovanile. Crescere i nostri ragazzi è un percorso obbligato sia per noi che per la Nazionale. Crediamo tanto nel poter crescere i nostri campioni in casa. Sono tanti i giocatori italiani che ci hanno dato grandi soddisfazioni".

Dove può arrivare la realtà della Dinamo?
"Abbiamo 1200 giovani nelle nostre squadre giovanili. Abbiamo ottenuto ottimi traguardi e lo sport in Sardegna ha dato e sta dando grandi risultati. Ci stiamo applicando molto consapevoli che l'unione fa la forza".

Tra 5 o 10 anni come si immagina il nostro basket?
"Sarà pallacanestro che con delle regole per aiutare la sostenibilità di questo sport creando club solidi e stabili. Poi dovremmo creare strutture adeguate com'è ad esempio il Mandela Forum di Firenze. Infine la crescita del settore giovanile in accordo con la Lega. Bisogna essere anche coraggiosi nel far giocare questi giovani. Se riuscissimo a fare queste cose certamente tutti ne avrebbero dei benefici anche la Nazionale. Non c'è bisogno di inserire delle regole di protezione per i nostri giovani italiani altrimenti si crea un sistema chiuso che non viene più aiutato dagli altri giocatori. I giocatori stranieri arricchiscono il movimento. Gli italiani possono fare la differenza se investiamo su di loro non se li proteggiamo".

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