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Una morte che ha sconvolto il mondo del calcio. La scomparsa di Davide Astori, capitano della Fiorentina, per molti è ancora assurda. Per cercare di capire cosa può essere successo a 'Maracanà', durante il pomeriggio di RMC Sport, è intervenuto il porf. Sandro Petrolati, Direttore UOSD Servizi Cardiologici Integrati Dipartimento Cardiovascolare e dei Trapianti Cuore.
Sulla vicenda di Davide Astori
Prevenzione? Molto si può prevedere, gli esami sono sempre più accurati, l’Italia è all’avanguardia nello screening. Certo che alcune malattie del cuore sono difficili da scovare. C’è una zona d’ombra dove non si può arrivare a testare. Dove si è fatto screening, in genere si riesce a determinare un certo coefficiente di rischio, ma esiste ancora una zona d’ombra. Purtroppo esiste una casistica di morti durante il sonno, quindi difficilmente soccorribili. Queste sono le situazioni più drammatiche. La medicina sta estendendo il più possibile le tecniche di intervento cardio-polmonare per intervenire e salvare certe situazioni. Ma se succede durante il sonno, purtroppo si possono creare eventi come aritmie. Ma ci sono anche ipotesi di altra natura, tipo una variazione improvvisa della pressione o un aneurisma. La morte aritmica è legata alle varie fasi del sonno. In queste fasi ci sono scariche energiche che possono scatenare aritmie. Altrimenti ci può essere l’abbassamento del ritmo cardiaco in atleti così performanti, con possibilità addirittura di arresto. Ma bisognerà ottenere tutti i riscontri.
Ci sono malattie genetiche non evidenziabili, quali gli inneschi?
Sono l’attività sportiva, l’adrenalina che si scarica durante l’attività sportiva. Certe malattie hanno estrema difficoltà nell’essere scovate. Magari hanno evento una sola volta nella vita, quindi è difficile con alcuni test scovarli. La notte non è mai tranquillissima per l’apparato cardio-circolatorio. Ci sono una serie di eventi negativi che scatenano un evento drammatico, ma i test da sforzo riproducono solo in parte certe situazioni. In Italia l’attenzione c’è e la medicina dello sport funziona.
