Pescante: "Caso Turchia, decisione spetta alle Federazioni ma serve severità"

15 ott 2019 16:30Calcio

Il membro onorario del Cio ed ex segretario generale del Coni Mario Pescante ha parlato dei temi di maggiore attualità del calcio italiano e non solo a Maracanà, trasmissione del pomeriggio di TMW Radio.

Sul caso Turchia
"Vista la mia esperienza, sono costretto a dividere il problema, che è uno olimpico e uno sportivo. Nel mondo olimpico non siamo esperti di sanzioni. Il nostro compito è quello di aprire dialoghi, abbattere barriere, far dialogare popoli distanti. Ma c'è lo sport che viene spesso utilizzato per le rappresaglie. Dove non arriva la politica, si ricorre allo sport, perché è più semplice e clamoroso. Protagonisti stavolta sono non solo i politici ma anche i calciatori. E' capitato anche in ambito olimpico, ma sono sempre stati casi isolati. Stavolta non è una protesta per far valere dei diritti ma per sostenere politicamente una persona. Qui si può fare molto poco. Spetta la decisione alle Federazioni Internazionali. La politica, la diplomazia, di queste non si parla. Lo sport deve dare il primo esempio? Questo tema ha bisogno di una risposta politica innanzitutto". 

Sul caso Bulgaria
"Il razzismo è la negazione stessa dello sport. Lo dice anche la carta olimpica. E' la morte dei valori dello sport. Serve severità, anche in questo caso, come si fa anche nei confronti del doping. Cosa mi aspetto? Ne devono rispondere persone che hanno competenza. Rimando alla competenza della Uefa. Ma da cittadino voglio capire cosa farà l'Europa".

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