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L'attore Maurizio Mattioli, impegnato attualmente al Teatro Nino Manfredi di Ostia con lo spettacolo “E qua so’ io!”, è intervenuto su RMC Sport all'interno di 'Quelli della Notte' dove ha commentato così la sua fede giallorossa: "E' una vita che faccio il tifo per la Roma, questo si sa. Sono uno dei tifosi più esposti, La pazzia più grossa che ho fatto per la Roma? Andai in pullman a Torino con mia moglie incinta di 8 mesi. Gli ho fatto fare un bel viaggetto. Poi le trasferte dove non sempre mi vedono bene, a Firenze e al nord per esempio non posso andare. Eppure sono uno tranquillo, allo stadio non faccio casino, rispetto tutto e tutti. Evidentemente sono uno fastidioso, forse soprattutto per le partecipazioni in alcuni film, 'Fratelli d'Italia', o 'Tifosi'. Tornando indietro però rifarei tutto, la fede è la fede. Non si cambia mai, io mi tengo la mia e gli altri la loro, ognuno la sua".
Cosa hai pensato quando nel sorteggio di Champions è uscito il Liverpool?
"Ho pensato a quel maggio del 1984. Brutta storia quella. Quella era una finalissima. Sono ricordi forti anche perché a noi non è che capita spesso di arrivare in finale in Champions, quindi uno se la ricorda bene. Adesso è ritornata questa partita. Speriamo bene".
Salah sarà il pericolo numero uno?
"E' voluto andare lui li, dicono che lui ha insistito per andarci sennò io me lo sarei tenuto ben stretto, invece di prendere altri calciatori. Sta facendo il fenomeno come lo era già, perché è un grande giocatore e non è stato un fuoco di paglia. Abbiamo forse un po' di vantaggio nel giocare prima in Inghilterra e poi a Roma. Io nella gara di ritorno contro il Barcellona ero in scena a teatro, era la prima ad Ostia dello spettacolo che sto facendo su Aldo Fabrizi e non ho voluto sapere nulla della partita, sennò sarebbe stato tremendo vivere quella tensione. Alla fine esco dalle quinte, vado in camerino e mi dicono che eravamo qualificati. Non ci potevo credere".
Sei impegnato in teatro, cosa bolle in pentola?
"Uno spettacolo scritto da Giuseppe Manfridi, altro tifoso romanista, su Fabrizi e si chiama "E qua so' io". Racconto un po' di vita quotidiana, i duetti con la sorella, con la figlia e la prima moglie. Un bello spettacolo. Poi lo porteremo per la prima volta a Roma dal 9 maggio".
Qual è il film a cui sei più legato?
"Quei due con Boldi mi hanno dato la grossa popolarità. Poi 'Immaturi' di Genovese, 'Il pranzo della Domenica' di Vanzina. Ogni film ha qualcosa per essere il più bello".
Domani la Roma gioca con il Genoa. Ti aspetti il ritorno al successo dopo il derby?
"Speriamo in un ritorno al successo. Il derby è stato un po' deludente, forse c'era un po' uno scarico di tensione della partita con il Barcellona. Riprendiamo il nostro cammino in campionato anche se ormai c'è poco da fare, dobbiamo arrivare terzi. Ormai invece ci si comincia a credere che l'obiettivo primario è la Champions. Se si può vincere? Vorrei morire sapendo che la Roma ha in bacheca la Champions League. Per un romanista morire con una Champions vinta è come averne vinte venti".
