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L’EDITORIALE - Vincenti e vinti: ad entrambi rispetto e considerazione!
07 mag 2018 00:28Calcio
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... di Marco Piccari

Anche questo campionato è giunto al traguardo, mancano ancora due partite ma ormai l’ordine di arrivo è solo una formalità. La Juventus si appresta a chiudere davanti a tutti questa lunga corsa. Una vittoria che regalerà alla signora bianconera il settimo titolo consecutivo. Un traguardo che consentirà alla Juventus di entrare nella storia del calcio italiano. Ma questa vittoria è diversa dalle sei precedenti, anzi possiamo dire che questo successo è stato il più bello, il più complicato e anche il più sudato. Gli altri anni di questi tempi il campionato era già in vacanza e ampiamente nella mani della Juventus, invece questa volta la competizione è stata in bilico fino a poco prima della fine. La squadra più forte e più completa ha dovuto lottare e non poco perché il Napoli ha avuto il merito di vendere cara la pelle. Nonostante il VAR non sono mancati gli errori arbitrali e sicuramente alcune sviste hanno avuto un peso notevole, ma anche questo fa parte di un duello sportivo. Qualcuno parlerà di complotti o malafede ma chi vi scrive non ha gli strumenti per sostenere queste tesi e di conseguenza di errori continuerà a parlare. Detto questo la Juventus in questa corsa ha mostrato tutta la forza, la qualità e la profondità di una rosa che possiamo definire come la più forte di questi ultimi 7 anni. Impressionante Douglas Costa, un’autentica freccia per Allegri. Geniale Dybala che ha segnato 22 reti in campionato e 26 in stagione: ingiustificate le troppe critiche. Decisivo Higuain che nel momento delicato ha saputo incidere in maniera pesante. Impossibile non citare Mandzukic, Kheidira, Buffon giocatori inossidabili e determinanti al momento giusto. Un corazzata impressionante gestita da Max che in alcuni casi si è permesso di mandare in panchina alcuni di questi elementi. Eppure questo squadrone ha dovuto lottare più di tutte le precedenti Juventus per prendere il titolo e questo per merito del Napoli. La squadra di Sarri, a differenza di quelli di Allegri, ha deliziato con il gioco. Il presidente De Laurentis può dire quello che vuole, ma la rosa del Napoli per profondità e qualità non può essere paragonata a quella della Juve, quindi se gli azzurri sono stati così in alto e molto vicino alla Juve il merito è dell’idea di calcio di Sarri. Un gioco che ha esaltato il Napoli e che ha reso ancora più bella e importate la vittoria della Juve. Un campionato che ricorderemo non solo per il settimo titolo della Juventus che domina incontrastata in Italia, ma anche per la bellezza del calcio del Napoli. Le storie di sport si scrivono con i vincenti e i vinti ed entrambi meritano rispetto e considerazione.

Marco Piccari