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... di Marco Piccari
“È un professionista esemplare e farà fino in fondo il suo dovere”. Parole chiare e dirette di Inzaghi sul difensore olandese Stefan De Vrij. Nessun rinnovo di contratto, saluti a fine stagione ma questo per il tecnico della Lazio non cambia nulla. Il calcio va in questo modo e il giocatore è un professionista serio, quindi sarà titolare e giocherà. Inzaghi come Klopp, De Vrij come Emre Can, l’ambiente Lazio non come quello del Liverpool. Una differenza non da poco, ancora una volta la cultura sportiva emerge e crea una netta linea tra chi parla di sport e chi invece si limita a discorsi da bar. Peccato!!! Facile appellarsi alla gratitudine, semplice parlare di stipendio pagato mentre un calciatore era infortunato e ancora più banale fare ricorso ai colori e altri valori.
Questi discorsi se arrivano dal tifoso, accecato dall’amore, sono anche comprensibili, ma se giungono da addetti alla comunicazione o ex tutto cambia. In questi casi si dovrebbe educare e mandare un messaggio diverso e non dimenticare che nello sport, come in altre attività, ci sono i contratti che richiedono l’incontro di due volontà, alcune volte anche tre, che devono trovare un accordo. Queste sono trattative, alcune volte saltano e in questi casi non serve a niente e a nessuno trovare chi ha ragione. Lazio e De Vrij hanno provato a cercare un accordo senza riuscirci e quindi le strade si sono separate. Il DS Igli Tare è stato il primo a uscire allo scoperto e lo ha fatto con stile e rispetto nei confronti del giocatore poi è stata volta del calciatore che ha ringraziato la Lazio e i tifosi.
Ok magari si poteva trovare una soluzione diversa, ad esempio il giocatore poteva accettare una clausola di 25 milioni; un parziale indennizzo per la società, ma anche questa era un’opportunità e non un obbligo. Alla fine è andata diversamente, nessun accordo. E allora? Tutto normale De Vrij è un professionista serio, come dice il mister della Lazio, e giocherà fino alla fine come sta facendo Emre Can al Liverpool ,che a maggio saluterà, e come ha fatto in passato Lewandowsky che prima di una finale di Champions League aveva già firmato il contratto con la squadra avversaria di quei 90’. Questi due sono stati un esempio di professionalità, sottolineata anche da chi oggi invece storce il naso davanti alla scelta di De Vrij, tirando fuori dubbi e sospetti sull’impegno del giocatori nei prossimi mesi, arrivando anche a pensare che in caso di duello per la zona Champions con l’Inter l’olandese possa scendere in campo meno lucido, per favorire quella che potrebbe diventare la sua futura squadra.
Parole e scenari che alimentano i cattivi pensieri della piazza. Se dalla prossima partita arriverà qualche fischio alla lettura delle formazioni per De Vrij , sappiate che la responsabilità sarà anche di chi fomenta il sospetto solo per prendere qualche semplice consenso. Ricordate invece che De Vrij, Emre Can e Lewandowsky sono dei grandi professionisti, meglio loro che onorano la maglia fino all’ultimo di chi dispensa finti valori a cui crede solo per convenienza.
