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LE 5 MOSSE DI PICCARI - Juve-Toro, anima granata ma quantità bianconera
16 dic 2018 00:53Calcio
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... di Marco Piccari

La Juventus soffre contro un buon Torino, ma alla fine vince da grande squadra sfruttando l’occasione più importante, ma il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto. In 5 mosse ecco il derby della Mole.  


1) CR7 velenoso. Il derby inizia con il possesso palla della Juve e con i continui movimenti del tridente bianconero. Il Toro dalla parte opposta prova a cambiare spesso gioco passando da una corsia all’altra, ma il primo pericolo lo crea CR7 con la sua specialità: i tiri. Al 15 esimo Ronaldo è velenoso, ma Sirigu ha l’antidoto. Al termine del match saranno 3 le conclusione nello specchi del portoghese sulle 4 complessive della Juve.  Dinamitardo. Voto 6, la votazione poteva essere più alta, ma quel gesto verso il portiere del Toro, dopo il calcio di rigore, non può passare inosservato. I grandi campioni non possono provocare in quel modo e  le scuse non cancellano il gesto. Arrogante. 


2) Viaggiare.  Entrambe le squadra hanno corso tanto sulle fasce per tentare la carta dei cross. Il Torino alla metà del primo tempo ha sfruttato notevolmente le corsie.  Molto attivo Aina a sinistra che ha giocato 57 palloni. Mentre Ansaldi è quello che è andato più al cross:  9 in totale e 5 su azione. Nel secondo tempo è stata la Juve a sfondare sulla fascia, ma utilizzando soprattutto quella sinistra con Alex Sandro. L’esterno della Juve ha giocato 85 palloni e confezionato 5 cross su azione. Alla fine sono stati 14 i cross del Toro e 9 quelli della Juventus. Scorribande!!! 


3)Riferimento. Nel centrocampo della Juventus il faro è stato Pjanic. Il bosniaco si è fatto sentire sia in fase di costruzione che in quella di interdizione. Numerosi sono stati i palloni transitati sui suoi piede e quando nel secondo tempo i bianconeri hanno alzato il baricentro, Pjanic è diventato fondamentale nella costruzione dell’azione. 65 sono stati i palloni giocati, di cui 35 nella metà campo avversaria, con 84% di passaggi riusciti. Chirurgico. 


4) Anima granata. Belotti è stato il Toro. Il centravanti con la maglia granata non ha segnato, ma ha continuamente rubato l’occhio. Il gallo ha corso sempre svariando continuamente da destra a sinistra. Una furia che ha lottato con tutti i difensori bianconeri e quando è stato necessario si è messo a fare il terzino chiudendo un’avanzata juventina. Belotti anche senza gol merita solo applausi. Inesauribile. Voto 7 


5) Quantità . In questo derby non sono mancati gli uomini sostanza. Nel Toro va segnalato il peso in difesa di Nkoulou, l’ex difensore del Lione ha arginato le bocche di fuoco della Juve e solo un errore di Zaza ha spinato la strada ai campioni d’Italia. Puntuale e deciso nelle chiusure tanto da guadagnare 8 possessi, un intercetto, un blocco, 2 contrasti. Nella Juventus la quantità è arrivata da Emre Can, in mezzo al campo l’ex Liverpool ha fatto un gran lavoro coprendo spesso le spalle a Pjanic. Alla fine il tedesco ha guadagnato 9 possessi  e 3 intercetti.  Dighe.

RMC Sport Redazione