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... di Marco Piccari
Finalmente giochiamo a calcio, per la terza volta consecutiva l’Italia esprime un’idea di gioco. Difesa alta, palleggio continuo, movimenti senza pallone e voglia di cercare sempre la giocata. Cinque sono i fattori emersi in queste uscite della Nazionale.
1) Identità di gioco. La ricerca del palleggio è ormai una caratteristica di questa squadra, i palloni non vengono mai buttati via ma si cerca sempre di costruire. Un ricerca dell’azione continua che rende questa squadra anche più bella e interessanti di quella di Sacchi anni 90.
2) Gruppo. Contro la Nazionale americana il Mancio cambia uomini in tutti i settori e lancia anche ragazzi che nei club trovano poco spazio, ma il prodotto non cambia e si continua a giocare e anche bene. Questa Nazionale è un gruppo. Una caratteristica che avevamo apprezzato e notato nella squadra di Antonio Conte.
3) Qualità. L’Italia palleggia molto di più e questo grazie ad un centrocampo di qualità. In mezzo manca forse un po’ di esperienza, ma non manca di certo la voglia di dare del tu al pallone. Verratti è il faro e anche il leader della mediana, una crescita pazzesca coincisa con questa idea di costruire continuamente l’azione. Molto bene anche Sensi che alla prima presenza si è inserito perfettamente negli automatismi della squadra. Dialoghi continui con i compagni di reparto, personalità e corsa. Determinante anche Barella giocatore che unisce qualità e quantità, l’anima della mediana azzurra.
4) Personalità. Una Nazionale giovane ma con carattere. Il fatto di lottare fino all’ultimo minuto senza rinunciare a giocare è la dimostrazione di credere nell’idea e nei propri mezzi. Determinati.
5)La nota negativa. Che continua ad essere il centravanti: i gol dei 9 non arrivano e questo alla lunga potrebbe essere un problema. Ok il gioco manovrato però serve uno stoccatore che concretizzi la mole di gioco. Questa è la prossima missione di Mancini che comunque in poco ha restituito dignità alla Nazionale.
