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Lazio-Torino | Le 5 mosse di Piccari
29 dic 2018 19:18Calcio
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...di Marco Piccari

Partita spigolosa e nervosa. Il Toro conferma di essere una squadra solida. La Lazio sempre più in crescita con la qualità di Luis Alberto e Milinkovic. Non positiva la direzione di gara di Irrati: non uniforme e senza VAR.   

1) Sfondamento a destra. La Lazio si schiera per la terza volta con Luis Alberto alle spalle di Correa - Immobile e contro il Torino parte subito forte. La squadra di Inzaghi spinge molto a destra con Marusic e Correa che sono due spine per la difesa granata. La pressione è costante tanto da costringere il Torino a rintanarsi nella sua metà campo. I ragazzi di Mazzarri respirano solo al 16 esimo del primo tempo quando colpiscono la traversa con De Silvestri. La Lazio aggredisce e va spesso al cross, 10 solo nel primo tempo e ben 27 a fine partita: a destra si passa sempre. Nella prima frazione anche il possesso palla è bianco-celeste con il 61%, situazione diversa nella ripresa perché il Toro esce meglio e fa girare di più il pallone. 

2) Qualità Lazio. In mezzo al campo Luis Alberto spicca come sempre e illumina con giocate di altissima fattura. L’assist di spalla per Immobile è da consegnare alla grande galleria del calcio. Neanche la marcatura di Rincon lo ferma. 2 occasioni create, 10 cross, 3 cross su azione, terzo per palloni giocati tra i laziali, 8 possessi guadagnati: la luce. 
Imperioso anche Milinkovic Savic. Il serbo lotta, recupera e partecipa alla manovra 73 i palloni giocati e ben 40 passaggi nella metà campo avversaria: MS21 è ovunque. Devastante anche in attacco.  Quattro le occasione create e con un siluro nel secondo tempo buca Sirigu: dirompente. La Lazio gioca e crea,  tutto passa dai piede dei suoi gioielli. Alta qualità. 

3) Solidità Toro. La squadra di Mazzarri è spigolosa e lotta su ogni pallone. In difesa Djdji è implacabile e dove non ci arriva con le buone mostra i muscoli. L’ex Nantes recupera 7 possessi e con 5 blocchi è praticamente il muro granata. Davanti alla difesa Rincon non mollla nessuno e chiunque capiti dalle sue parti è sottoposto alle sue cure. Nove i possessi guadagnati e tre le respinte: una diga. La squadra si poggia molto sul reparto difensivo e spesso commette falli,  sono ben 22 alla fine della partita. Un dato che conferma il Torino come la squadra più fallosa del campionato. Cattivi. 

4) Ex avvelenato. Pungente è l’ex De Silvestri che colpisce una traversa, un palo e fallisce il raddoppio in maniera inspiegabile. E’ lui l’uomo più velenoso del Torino, solo l’imprecisione e la sfortuna salva la Lazio. 

5) Arbitro. Nell’analisi della partita una menzione non positiva la merita Irrati. L’arbitro non ha utilizzato lo stesso metro di misura e nel rigore concesso al Torino poteva andare al Var così come nel caso di Acerbi. In Juve – Sampdoria Valeri ha decisamente fatto meglio consultando sempre la VAR anche in assenza del chiaro evidente errore. Sarebbe meglio che tutti adottassero la stessa linea,questo potrebbe aiutare a capire e migliorare.

RMC Sport Redazione