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La settimana Europea è stata disastrosa: un pareggio, 5 sconfitte, 2 retrocessioni, un’eliminazione. Spiegare tutto questo con arbitri, campi sintetici e altro è molto limitante, ma come sempre è meglio addossare le colpe ad altri che riconoscere le proprie responsabilità. In attesa di tempi migliori torniamo al nostro campionato.
La 16 esima giornata di Serie A è un turno dove qualche allenatore è chiamato a dare risposte importanti, per alcuni di loro il futuro è già un punto interrogativo.
Il primo a rispondere sarà Spalletti. Il tecnico dell’Inter contro l’Udinese, oggi alle ore 18, deve ripartire per dimenticare la delusione Champions e per allontanare dubbi e voci sul suo futuro. Intanto per incominciare in conferenza stampa ha allontanato l’aiuto del nuovo ad Marotta: “ Essere sostenuti può dare fastidio”. Queste le parole di Spalletti, non proprio carino il tecnico toscano considerando il -14 dalla vetta e la recente delusione europea: l’operazione salva panchina parte già in salita.
Missione molto più complicata è quella di Di Francesco. Il tecnico della Roma è ormai sempre più lontano dalla panchina giallorossa e con tutta probabilità potrebbe non servire la partita contro il Genoa per salvare la panchina. L’ombra di Paulo Sousa è ormai sempre più forte, alla fine, nel giochino societario dello smonta e rimonta, pagherà solo Di Francesco, quindi: avanti il prossimo.
Futuro ormai segnato è anche quello di Filippo Inzaghi che contro il suo Milan si gioca l’ultima possibilità per rimanere alla guida del Bologna. Un destino anche il suo, come quello di Di Francesco, segnato dall’operato della società, anzi del non operato di Saputo e compagni. Una partita che i rossoneri dopo l’eliminazione dall’Europa League non possono certo sbagliare e il tecnico Gattuso vuole vincere per dimenticare l’Olympiakos, ma anche per rimanere aggrappato al quarto posto: unica garanzia per il suo futuro e per quello del Milan dopo la sentenza Uefa.
Nebuloso è anche il futuro di Simone Inzaghi. La Lazio non vince da sei partite stagionali, la squadra sembra essersi appiattita, pochi guizzi dei singoli e sempre lo stesso spartito tattico. Un’eventuale sconfitta potrebbe alimentare più di un dubbio su Inzaghino. A Bergamo, contro l’Atalanta indiavolata di Gasperini, servirà una vittoria. Impresa non semplice per rilanciare la Ferrari- Lazio, anche perché la Dea in casa viaggia come la migliore Mercedes: chiedere all’Inter. Nessuno rischio per gli allenatori in Torino – Juve, da questi parti il clima è diverso. Nel derby della Mole il tecnico Mazzarri cerca l’impresa e per trovarla proverà ad affidarsi al vecchio orgoglio granata, mentre Allegri, senza Cancelo operato e out per 6-7 settimane, invita i suoi a stare attenti vista la difficoltà della partita. Il tecnico del Torino, che non batte Allegri dal 22 dicembre del 2013 Inter – Milan 1-0, un derby anche quello, dovrebbe affidarsi alla coppia Zaza- Belotti (non certo Graziani – Pulici), ma attenzione la voglia di riscatto dei due potrebbe essere un’arma letale nelle mani di WM.
In casa Juve Max sceglie Perin tra i pali, alla terza da titolare in campionato, mentre difficilmente rinuncerà al tridente composto da Dybala, Mandzukic e CR7 con il portoghese alla 16 esima da titolare in campionato e alla 21 esima in stagione. Dopo la sconfitta in Champions niente sconti, vietato concedere speranze agli avversari. Chi spera nel Toro, per ridurre la distanza dalla vetta, è sicuramente il Napoli che contro il Cagliari vuole dimenticare l’amarezza Liverpool. Gli azzurri in attacco dovrebbero giocare con Insigne – Milik, il belga Mertens è uscito malconcio dalla sfida con i Reds, a centrocampo più Rog che Hamsik. Il Cagliari senza Pavoletti si affida al tandem Cerri - Sau per provare a sfatare un tabù che in casa contro il Napoli dura dall’aprile 2009. Voglia di Serie A e riscatto per dimenticare l’Europa.
