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... di Marco Piccari
I gol, le azioni e le giocate. Ancora scorrono davanti agli occhi, le immagini di quei ragazzi terribili dell’Ajax che distruggono i campioni d’Europa del Real. Che spettacolo!! Talento e idea di calcio propositiva, un mix esplosivo per espugnare il Bernabeu. Impossibile non rimanere estasiati da quel gioco in grado di esaltare il collettivo e non il singolo. La grande bellezza e tanti saluti al calcio fatto solo di giocate, quelle sono belle, ma non durano nel tempo come il calcio olandese. E’ stato bello e divertente vedere l’Ajax umiliare gli dei del calcio. Il Real sconfitto in Champions è la dimostrazione che per fare bene non bastano i grandi nomi. Al fischio finale in molti sono rimasti affascinati dai tulipani. I social hanno fatto segnare tanti commenti per l’Ajax, anche i più restii al bel calcio non hanno resistito. Qualcuno forse ha scoperto che si può vincere anche giocando bene e attaccando. Altri hanno parlato delle assenze del Real, delle scelte di Solari, della fine del ciclo spagnolo o della cessione di Ronaldo. Tutte scuse per non ammettere l’importanza dello spartito e della idea di calcio che richiede addestramento e pazienza, ma del resto in Italia si vuole vincere subito e non costruire per arrivare al successo. Una strada che però sembra aver intrapreso il CT della nazionale italiana. Roberto Mancini sta lavorando sui giovani e su un pensiero di calcio propositivo senza l’ossessione del risultato, quello arriverà con il tempo. La vera rivoluzione però nel nostro calcio la potrebbe fare la Juventus. Il più grande club italiano, se dopo la fine del ciclo vincente di Allegri, decidesse di puntare su Guardiola, potrebbe portare, dopo l’era Sacchi, la più importate delle novità calcistiche. L’idea di calcio di Pep proiettata a costruire, a fare la partita e ad attaccare sarebbe una svolta epocale anche per il club bianconero. Un cambio che richiederebbe tempo, ma un grande club come la Juve, con risorse e organizzazione, potrebbe raggiungere subito l’obiettivo di giocare bene e vincere. Una svolta però che richiederebbe l’abbandono definitivo di quel principio “ che vincere è l’unica cosa che conta”. Al momento una piacevole utopia, ma sognare un cambiamento non fa male. Magari in casa Juve potrebbe essere scolpito il grande principio di J.Cruijff: “il bel calcio perdura nel tempo.”
