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L'Italia di Mancini: le prime 5 considerazioni da fare
06 giu 2018 12:44Calcio
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

...di Riccardo Caponetti

Con le tre amichevoli contro Arabia Saudita, Francia e Olanda è ufficialmente cominciate l’era di Roberto Mancini come ct della Nazionale italiana. Una vittoria, una sconfitta e un pareggio sono i risultati ottenuti dal gruppo azzurro, profondamente rinnovato e ricco di tanti esordienti. In attesa dei prossimi test, ecco le prime 5 considerazioni che si possono fare sull’inizio dell’esperienza di Mancini a Coverciano:

1 - Serve l’aiuto dei top club italiani:

La premessa alla base di tutto il discorso è che bisogna ripartire dai giovani, dai nostri ragazzi, a cui deve essere data più fiducia e più libertà di sbagliare. Solo dagli errori si cresce, si impara e si migliora. Se non si capisce questo, è inutile andare avanti. Detto ciò serve anche altro: i calciatori italiani, sopratutto quelli dalla carta d’identità più nuova, devono abituarsi a giocare ogni settimana in palcoscenici internazionali,  per confrontarsi sempre con i migliori. La speranza è che i top club Italiani impegnati in Europa possano puntare sui nostri calciatori, vedi ora il Napoli con Verdi.

2 - Balotelli deve essere tenuto in considerazione

Dopo i 4 anni di esilio post Mondiale in Brasile, Balotelli è tornato in Nazionale. Un gol contro l’Arabia Saudita, qualche giocata da superMario e un atteggiamento positivo e costruttivo con il resto del gruppo azzurro. Se Balotelli è questo, allora può essere un'arma preziosa e deve essere tenuto in considerazione da Mancini: ha caratteristiche diverse da tutti gli altri attaccanti in orbita azzurra, può essere un fattore sui calci da fermo e col suo fisico, lì davanti, si fa sentire. 

3 - Chiesa: il top per il futuro

Federico Chiesta è stato uno dei migliori, se non il migliore, di queste ultime 3 uscite. Voglia, intensità, corsa e tecnica. La Nazionale del futuro non può prescindere da lui. Mancini dovrà cercare di utilizzarlo al meglio, inserendolo in un sistema di gioco a lui idoneo.

4 - Fare chiarezza sul ruolo del portiere

“Durante queste tre partite farò giocare tutti e tre i portieri a disposizione”. Mancini è stato di parola e ha alternato Donarumma (vs Arabia Saudita), Sirigu (vs Francia) e Perin (vs Olanda). L’ormai ex portiere del Genoa, prossimo all’arrivo a Torino sponda bianconera, è quello che ha convinto più di tutti, mentre sulle spalle di Donnarumma pesa l’uscita non proprio perfetta sul gol degli arabi di martedì scorso. Al di là delle singole prestazioni, Mancini dovrà decidere al più presto le gerarchie in porta. Serve chiarezza, non confusione. Anche se da lontano c’è anche la figura di Buffon, il cui futuro è ancora incerto…tornerà? Chissà.

5 - Entusiasmo

Con l’arrivo di Mancini a Coverciano sembra tirare un’altra aria. Fresca, profumata, diversa. Un vento che proietta tutti verso il futuro, portandosi via anche la tristezza che ha accompagnato l’eliminazione dell’Italia dal Mondiale. Mancini corre in campo per spiegare gli esercizi, parla con i giocatori e scherza con la stampa. C’è profumo di azzurro a Coverciano. C’è voglia di Nazionale anche per i tifosi, che piano piano si stanno riavvicinando alla Nazionale. E allora che sia veramente l’inizio di un nuovo ciclo vincente.

RMC Sport Redazione