Notizie
... di Vincenzo Marangio
Cornice da brividi, gol spettacolari, errori clamorosi, sviste arbitrali, suspence finale. Il derby d’Italia è così, prendere o lasciare, e alla fine, a seconda di come andrà la storia, ci sarà sempre qualcuno che sorriderà tantissimo e qualcuno che non riuscirà a chiudere occhio. Ma Inter e Juventus, ancora una volta hanno fatto vedere tutto il bello e il crudele del calcio.
Allegri decide, probabilmente facendo violenza su se stesso, di snaturare il proprio credo calcistico e schiera in campo Cuadrado come terzino destro. Un messaggio alla sua squadra, all’Inter e al campionato: “Ora prendiamo lo scudetto, non limitiamoci ad aspettare che arrivi”. L’esperimento non funziona benissimo da questo punto di vista, anche perché sul binario del colombiano c’è un certo Perisic, peraltro in ottima serata, e sarà, avrebbe potuto essere, decisivo. Al 13’, però, quando Cuadrado fa quello che gli piace fare, e cioè imbeccare compagni con cross precisi, innesca Douglas Costa che ancora una volta si dimostra il più in forma dei suoi fermando la palla e incrociandola sul secondo palo. Strada che sembra in discesa per i bianconeri che due minuti dopo vanno anche in superiorità numerica per una bruttissima entrata di Vecino su Mandzukic. Che piaccia o no, l’entrata è scomposta, il danno è certificato dai segni evidenti sulla caviglia del croato e l’espulsione ci sta tutta. Come ci starebbe l’espulsione ai danni di Pjanic, per doppia ammonizione, in almeno un paio di circostante e questo fa infuriare, giustamente, i tifosi nerazzurri. Ma l’Inter è pazza, mai fidarsi di una squadra così. La Juve è stanca, lo si era visto a Crotone, era palese contro il Napoli, se ne ha conferma stasera. E così nel secondo tempo i bianconeri, pur in vantaggio di un uomo sembrano avere meno benzina dei nerazzurri e arretrano. Al 52’ Cancelo indovina una delle pochissime cose in partita, un cross al bacio per capitan Icardi che, lasciato tutto solo, non può sbagliare: 1-1. Meritatissimo. La Juve adesso non è solo sulle gambe ma è anche spaventata, quasi in crisi d’identità e l’esperimento di Cuadrado terzino naufraga miseramente al 65’ quando il Colombiano si fa saltare con irrisoria facilità da Perisic che mette un pallone violentissimo al centro deviato nella propria porta da Barzagli. Ma se da una parte l’Inter è pazza, dall’altra la Juve è la squadra che ha le famose sette vite che nell’anno del possibile settimo scudetto ci stanno tutte, anzi, se le gioca tutte e una mano gliela dà anche Spalletti con qualche cambio che lascia perplessi come quello dell’85: fuori Icardi, dentro Santon. Si, esatto. All’87’ quando sembrava tutto finito (per chi non conosce la Juventus) Cuadrado torna a fare quello che gli compete e il suo cross al centro diventa tiro imparabile che trafigge Handanovic per l’1-1. Tutto finito? No, era solo la sesta vita, la Juventus ha pronta la settima per… il settimo… All’89’ Dybala, che continua ad assomigliare al fantasma dei pacman quando ti sei giocato il bonus, si ricorda che ha un piede sinistro fantastico e una splendida affinità con Higuain e pennella per il pipita un pallone che l’attaccante argentino trasforma in gol 716 minuiti dopo la sua ultima volta. Esplode la gioia dei bianconeri, scende il gelo a San Siro, Icardi piange ma esce dal campo tra gli applausi dei suoi tifosi. E anche stanotte qualcuno sorriderà, qualcun’altra non dormirà. Ma è il derby d’Italia, prendere o lasciare.
