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L'EDITORIALE - Di Biagio e la rinuncia a Balotelli: pregiudizio o cambiamenti solo di facciata?
18 mar 2018 23:15Calcio
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© foto di NewsPix/Image Sport

... di Marco Piccari

Si impegna, lotta e segna ma la Nazionale per lui è out. Chi è? Facile: Mario Balotelli. Super Mario ha segnato 22 gol in stagione, 14 in campionato e 39 in due anni con la maglia del Nizza, tanto da diventare il migliore marcatore del terzo millennio del club rossonero. Numeri che meriterebbero attenzione e invece niente. La maglia azzurra per lui è proprio un tabù. Qualcuno potrebbe dire che i numeri non sono tutto, osservazione legittima, ma i numeri sono accompagnati anche dai comportamenti che mostrano un Balotelli totalmente diverso. In campo non si vedono più le balotellate, che ormai appartengo al passato, e inoltre la sua vita privata, con l’arrivo della seconda bambina, sembra aver trovato un giusto equilibrio. Il ragazzo Balotelli ha lasciato spazio all’uomo, ma anche questo non è sufficiente per riportarlo in Nazionale. Insomma ormai Mario è stato bollato e quindi niente azzurro. 

Anche nell’ultima partita di campionato contro il PSG, l’ex attaccante del Milan ha mostrato grandi segnali di crescita sotto l’aspetto mentale. La notizia della mancata convocazione non lo ha scalfito e in campo è sempre stato sul pezzo. I difensori centrali del Paris, T. Silva e Kimpembe, non gli hanno fatto certo le carezze e spesso lo hanno anche provocato. Ma Super Mario non si è mai scomposto, ha lottato e più volte ha messo in crisi la più forte difesa del campionato. Un destro a giro è finito fuori di poco, una sua sponda ha fatto partire l’azione del gol, poi un palo e una traversa gli hanno negato la gioia della rete. Deciso, determinato e sempre in partita, ma per carità per lui niente nazionale. Meglio convocare i soliti, tanto i cambiamenti sono solo di facciata. Super Mario continua ad essere ignorato, anche ora che bisogna ripartire dopo il fallimento per la mancata qualificazione al Mondiale di Russia. A questo punto viene da pensar male: la sensazione è quella di essere davanti ad un forte pregiudizio. Sì, un pregiudizio verso un ragazzo che in passato ha sbagliato e che non si vuole perdonare. Una cosa è certa: un premio Balotelli, per quello che ha fatto in questi due anni, lo meritava ma purtroppo le etichette e i giudizi hanno vinto ancora. Qualcuno perdona, la Nazionale no.

RMC Sport Redazione