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L'EDITORIALE - C’era una volta l’Argentina e un grande numero 10
22 giu 2018 13:29Calcio
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© foto di Insidefoto/Image Sport

... di Marco Piccari

C’era una volta l’Argentina e un grande numero 10. Questo era il principio di una storia che ha fatto sognare, una storia dove un piccolo grande uomo trascinava una nazione e un squadra sul tetto del mondo. Re Diego trionfava e l’Argentina vinceva, un binomio perfetto e unico: una storia da raccontare e tramandare. Tanti piccoli 10 dopo lui hanno sognato di diventare come Re Diego, tanti si sono persi inseguendo il mito, solo lui, il piccolo Lionel, si è avvicinato a sua maestà. Messi ci ha provato e a tratti è sembrato la sua incarnazione; veloce, tecnico, fantasioso e strepitoso, ma senza quel carisma e quella carica che ha caratterizzato il più grande di tutti i tempi. Chissà quante volte Lionel ha pensato a Diego e a quella coppa per arrivare a lui. Messi ha vinto tanto, ha incantato, ma con la maglia della Nazionale si è perso. Troppo forte lo spirito, la presenza e il carisma di RE Diego. Una presenza forte a tratti ingombrante che alla fine ha finito per schiacciare Lionel che con quella maglia è sembrato essere uno dei tanti. La sconfitta contro la Croazia per 3-0 sembra aver scritto la parola fine tra Messi e Argentina. Una fine che già era intuibile al momento degli inni nazionali. Gli argentini sfilavano davanti alla telecamera e Lionel si toccava la fronte e con la mano nascondeva il viso. In questa immagine è emersa tutta la differenza con Re Diego, lui avrebbe avuto il petto in fuori, lo sguardo deciso e i pugni serrati pronto a caricare la squadra e la nazione. Questa è la vera differenza tra i due, il talento non c’entra nulla. Ora attaccare e scaricare Messi è facile, ma non è giusto. Il piccolo principe ha provato, con il suo talento, a far rivivere in campo il mito e solo per questo andrebbe ringraziato. Spesso i gol e le sue giocate sono state simili a quelle di Re Diego, nel repertorio di Messi c’è anche un gol di mano alla Maradona. Basta questo per assolvere Lionel e pazienza se quella coppa non arriverà mai. La storia racconterà sempre di un Re e un principe.

RMC Sport Redazione