Kolarov, dove sta l'offesa?

10.02.2019, 16:58 - letto 148 volte Calcio

di Marco Piccari

A distanza di ore, l'inchino di Kolarov in Chievo-Roma ancora divide e genera rumore. Incredibile ma vero. Della vittoria in campionato e dell'imminente sfida di Champions importa a pochi. In questo momento l'unica cosa che conta è l'inchino di Kolarov. La cosa è paradossale e incomprensibile. L'inchino è un gesto galante e di rispetto, anzi per essere ancora più precisi atto di riverenza. Quindi dove sta l'offesa? Difficile capire e giustificare i tifosi che adesso si scagliano contro il giocatore.

Dopo Fiorentina-Roma, qualche parola è volata e magari il calciatore poteva evitare, ma inasprire gli animi per quell'inchino è veramente troppo. In quel gesto si possono leggere delle scuse che rientrano proprio nella forte personalità del giocatore serbo, uno che comunque la faccia c'è la mette sempre. Non ha senso andare oltre, non ha senso far passare quel gesto come una provocazione. Chi percorre quella strada, comunicatori e supporters, ha solo l'intento di alimentare tensione; forse in molti non perdonano il passato laziale di Kolarov. Questo è un altro punto dolente di una città che, sotto questo aspetto, è tanto, ma tanto provinciale. 

I tifosi imparino ad accettare le scuse in qualunque forma arrivino, anche perché per alcuni cori e striscioni offensivi le scuse non sono mai arrivate. Imparate da Kolarov: un inchino ogni tanto nella vita non farebbe male a nessuno.

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