Gregucci: "Diamo fiducia ai giovani. Con De Ligt serve pazienza"

07 nov 2019 18:20Calcio

Per parlare di Europa League è intervenuto a Stadio Aperto, nel pomeriggio di TMW Radio, l'ex calciatore e tecnico Angelo Gregucci.

Sulla Lazio
"C'è stato qualche infortunio di troppo. A pieno organico può passare il girone, ma tutto passa da stasera. Deve battere il Celtic. La Lazio è una squadra che negli ultimi 4-5 anni ha consolidato il suo valore. La Juve ha lasciato poche briciole ma quella che ha vinto di più è la Lazio dopo i bianconeri. Può giocarsela con chiunque e può vincere l'Europa League perché ha giocatori d'esperienza e di qualità. Gli manca un po' di continuità, perché altrimenti può giocarsela contro chiunque".

Su Immobile
"Club e Nazionale sono due scenari differenti. la Lazio è ritagliata per lui. Lui è caparbio e confido in questo. Si deve calare nel contesto Nazionale, che è differente, ma ha tutti i mezzi per fare bene anche lì".

Sull'Inter
"Le parole di Conte? Era un modo per tenere sul pezzo tutto l'ambiente. Conte digerisce poco o male le sconfitte. I primi passi importanti per abbassare il gap dalla Juve li ha fatti in modo deciso. Nel panorama internazionale si può fare meglio e lo farà. E' l'anno zero per l'Inter. Da qui in poi può solo migliorare".

Sulla Juventus
"Ci sono ancora lavori in corso, ma il buon viatico per lavorare sono queste vittorie. Il percorso così è molto più agevole, non perdere mai è ottimo. La Juve ha sempre avuto una mentalità da cannibale e questa non la perde. Sotto il profilo del gioco manca qualcosa per essere sarriana, ma la mentalità rimane. E' cinica nel leggere le situazioni, sa colpire quando deve. Io la vedo come una pretendente seria alla vittoria della Champions, visto il momento di Real e Barcellona, ma anche Bayern. Solo il City è il grande antagonista".

Sull'Atalanta
"Paradossalmente, con un pizzico di fortuna, l'Atalanta ha preso un punto contro questo City. Ed è un orgoglio. Può ancora sperare. Queste partite hanno insegnato all'Atalanta come affrontare le prossime due gare. Il percorso lo vedo in progressione, può vincere le prossime partite. L'entusiasmo è rimasto intatto".

Sulla Nazionale
"C'è il talento di un commissario tecnico che riesce a riconoscere i talenti da lontano. Ha forzato delle decisioni, convocando delle promesse come Zaniolo e Pellegri. Da allenatore sa riconoscere chi ha qualcosa in più degli altri e poi anche la forzatura dovuta dalle delusioni che il calcio italiano ha avuto nei mesi prima. C'è un riciclo generazionale che gli hanno permesso di forzare qualche mossa. C'è da fare un percorso di crescita importante, talenti ci sono e dobbiamo credere di più nei nostri giovani, li valorizziamo ancora poco. Dobbiamo avere anche noi allenatori più coraggio. Dobbiamo formarli meglio e avere fiducia".

Sulle partenze di giovani come Cutrone e Kean
"Se vai in Premier non è una sconfitta, perché quello è IL campionato. I giovani devono fare esperienza. Ma bisogna capire che si può fare esperienza solo se gli si permette di lavorare e sbagliare. Dobbiamo avere fiducia nel creare tanti Castrovilli. Lo viediamo alla Fiorentina, che ha talento e grandi prospettive".

Su De Ligt
"Viene contestato ma ha numeri importantissimi a 19 anni. Ha cambiato cultura, lingua, modulo di gioco. Serve più pazienza". 

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