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Gaburro, Lecco: “Promozione cavalcata storica. Futuro? Ne stiamo parlando”
04 apr 2019 21:00Calcio
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© foto di Emanuele Taccardi/TuttoMatera.com

Dopo sette anni il Lecco torna in Serie C e il tecnico Marco Gaburro ha parlato di questa promozione nel Live Show di MC Sport: "Questa per me è la terza promozione in Serie C, da un lato è una bella soddisfazione dall’altro alla mia età sarebbe magari il caso di provare qualcosa di diverso. Poi se si diventa troppo specialisti si rischia di rimanere sempre lì e non è questo il mio obiettivo. Quindi ben venga la promozione di quest’anno ma spero nel prossimo futuro di potermi mettere alla prova con qualcosa di diverso e magari di più stimolante”.

Sono già avviati o conclusi i discorsi per vederla sulla panchina del Lecco anche la prossima stagione?
“Sono avviati perché ne stiamo parlando con il presidente che ha espresso la volontà di tenermi qua. La cosa mi farebbe molto piacere ma la cosa non si può risolvere in poco tempo. Servirà incontrarsi altre volte per mettere a punto tutti i dettagli, soprattutto con che tipo di figure mi andrò a confrontare lavorando. Quando si sale dalla Serie D alla Serie C spesso c’è da rinnovare molto anche a livello societario, quindi va capito il quadro. La società vorrebbe che io fossi il primo tassello, io però non vorrei essere proprio il primo”.

Lei non è solo un allenatore ma anche un blogger e uno scrittore. E’ un uomo di sport?
“Sì poi ho fatto un percorso diverso dagli altri colleghi allenatori perché a calcio ho giocato solo a livello giovanile. Magari per questo ho avuto modo di sviluppare altre passioni e altre qualità oltre a quella della panchina. Mi sono sempre divertito a scrivere e continuo anche adesso. Il discorso del blog l’ho un po’ sospeso ma ho sempre viaggiato a cavallo tra il web e la realtà”.

Un titolo per la stagione del suo Lecco?
“Potrei dire cavalcata storica perché qui di storico c’è tanto. Cavalcata rende l’idea del modo in cui si è vinto ma anche di storia ne abbiamo tanta. Lecco è una piazza che ha vissuto anche la Serie A ma che negli ultimi sette anni ha sofferto molto lontano dai professionisti. Questa vittoria rimarrà nella storia della città perché abbiamo vissuto in prima persona l’avvicinamento della tifoseria e la sofferenza dei nostri tifosi. Ora invece si respira tanta gioia. Questi risultati quando arrivano dopo la sofferenza sono ancora più apprezzati”.

In Serie D quali sono le difficoltà da affrontare?
“La Serie D è una realtà molto variegata perché si va da squadre che si allenano la sera a squadre che si allenano la mattina. Ci sono squadre con budget molto importanti, che hanno stadi come il nostro con un campo in sintetico di ultima generazione, ed altre che invece hanno campi improponibili anche per categorie più basse. Riuscire a vincere in Serie D significa anche essere molto elastici nella costruzione e nella gestione della rosa durante l’anno. Non è possibile pensare di far sempre bene perché le situazioni esterne cambiano molto velocemente. In Serie D oggi ci sono piazze importantissime e forse questo è stato il campionato più importante”.

Qual è stato il segreto per vincere questo campionato e ottenere la promozione?
“Il segreto sta proprio nel fatto che D’Anna e Capogna hanno soltanto undici gol. Noi abbiamo segnato in tutte le partite, compresa la Coppa, ma il capocannoniere ha solo undici gol. Questo significa che tutti i giocatori sono andati in gol. Questa è sempre stata una caratteristica delle mie squadre, probabilmente perché pressiamo tanto e gli attaccanti sono chiamati a un grande lavoro di pressing e così perdono forse un po’ di lucidità sotto porta. La squadra ha fatto prevalere il collettivo. Quest’anno tutti i calciatori sono stati protagonisti”.

RMC Sport Redazione