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ESCLUSIVA - Cabrini: "Scirea grande uomo. Nazionale? Molti sono riserve..."
03 set 2018 14:02Calcio
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© foto di Federico De Luca

Nel Maracanà di RMC Sport, durante la rubrica “L'ora del Campione”, è intervenuto Antonio Cabrini. L'ex attaccante della Juventus, campione del mondo con l'Italia nel Mondiale del 1982, ha detto la sua in merito alla situazione del movimento calcistico italiano. Queste le sue parole:

Antonio, oggi ricorre il 29esimo anniversario della scomparsa di Gaetano Scirea. Che ricordo hai di questo straordinario campione?

"Gaetano Scirea era un grandissimo giocatore, ma era fuori dal campo che dava il meglio di sé. Era il classico ragazzo della porta accanto: simpatico, divertente, sempre col sorriso. Una persona meravigliosa".

Ci sarà più un altro Antonio Cabrini?

"Difficile da dire, è cambiato il modo di allenare e di allenarsi. L'ultimo Mondiale è stato eloquente in questo senso. La fisicità è diventata una componente fondamentale nel calcio moderno. Ne abbiamo avuto la riprova anche in questo inizio di Serie A: squadre di seconda e terza fascia hanno messo in difficoltà le big proprio grazie alla loro freschezza atletica".

Ti ha stupito la mancata qualificazione dell'Italia all'ultima edizione dei Mondiali?

"Sinceramente non mi ha stupito più di tanto. I problemi del calcio italiano si trascinano da anni, per risolverli servono esperienza e tempo per portare avanti progetti precisi, componenti che qui in Italia non si sono riscontrate. Sono tutti colpevoli, dai vertici federali ai calciatori stessi".

Dal Mondiale 2006 un lento e inesorabile declino: quali sono secondo te le cause?

"Non sono stati ascoltati i campanelli d'allarme. Una volta i grandi giocatori italiani trascinavano anche i big stranieri, adesso i giocatori che vengono da altri campionati sono chiamati ad essere da subito dei leader tecnici. Così non è facile crescere nuovi talenti italiani".

Un pensiero sui convocati per la prossima Nations League?

"Mancini non ha la bacchetta magica, purtroppo gli italiani non sono più protagonisti. Leggendo le convocazioni scopro ragazzi che non conosco bene, questo mi preoccupa. Molti nelle proprie squadre non sono neanche titolari..."

In chiusura: ti aspettavi queste difficoltà di CR7 nelle prime gare di campionato?

"Cristiano Ronaldo deve abituarsi a marcature più rigide e difensori più arcigni. Sono certo però che si ambienterà, per la Juventus è un caposaldo. Sarà decisivo soprattutto in Champions League, è lì che il fenomeno portoghese fa realmente la differenza".

RMC Sport Redazione