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E se Balotelli fosse veramente cambiato?
28 mag 2018 19:13Calcio
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© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

...di Riccardo Caponetti 

Tre anni, undici mesi e nove giorni dopo eccolo ancora qua. Con la sua solita cresta: quella non manca mai. Così come il suo sorriso, la sua spontaneità e la sua voglia di divertirsi. Balotelli è questo, almeno in apparenza. Vedendolo correre sui campi di Coverciano, sembra che non sia cambiato nulla da quel 24 giugno 2014, data in cui SuperMario gioca la sua ultima partita con la maglia azzurra. Oggi come quel giorno di quattro anni fa, l’Italia è fuori dal Mondiale: all'epoca era quello brasiliano, dal quale siamo usciti dopo la sconfitta per 0-1 contro l’Uruguay. Oggi come in quel giugno, Balotelli divide l’opinione pubblica del paese. 

“Balotelli è cambiato, è diventato più maturo”, si sente dire a gran voce in suo sostegno. “È inammissibile ripartire da lui”, tuona chi non lo vorrebbe più in Nazionale. È uno scontro quotidiano, che dura da tempo e a cui ormai tutti noi abbiamo fatto l’abitudine. Visioni diverse, contrastanti e opposte. Probabile che non ci sarà mai alcun vinto e alcun vincitore, perché Balotelli farà sempre discutere. Rispetto al passato  - questo bisogna riconoscerlo - conduce una vita più sobria, è diventato papà e non è più protagonista del gossip o di episodi extracalcistici. Al Nizza ha trovato un ambiente ideale, una continuità di gioco e una serenità mentale importante, tanto da tornare a segnare con regolarità. 43 gol su 66 presenze con la maglia rossonera sono un bottino niente male. Un dato oggettivo che ci indica che Balotelli può essere veramente cambiato. 

E allora perché continuare a mettere in dubbio il giocatore? Perché essere contrari a concedergli un’altra occasione?  Se l’è meritata in questo biennio, in cui ha segnato più di tutti i suoi compagni di reparto attualmente a disposizione di Mancini (Immobile ha lasciato il ritiro venerdì scorso per problemi fisici) che l’ha visto crescere ai tempi dell’Inter. L’ha ammirato quando era un 18enne spavaldo, se l’è goduto quando è sbocciato. Abbracci, pacche sulla spalla e sorrisi. Alternati a momenti di tensione, comportamenti severi e qualche scontro verbale. Quello tra Mancini e Balotelli è assimilabile al rapporto padre-figlio e non è quindi un caso che il nuovo commissario tecnico - alla prima tornata di convocazioni - non abbia esitato.“Ho piena fiducia in lui", ha dichiarato in conferenza stampa commentando la chiamata del ‘Bad Boy’ col numero 45, che in questi giorni non ha cercato le luci dei riflettori. Quasi in una condizione di isolamento. Qualche scherzo con il suo amico Insigne, tanto lavoro sul campo e poi relax, utile per trovare la concentrazione migliore in vista di Italia-Arabia Saudita, gara in programma questa sera che lo vedrà partire titolare. A San Gallo risponderà a tutti. Sul rettangolo verde, col pallone tra i piedi. Contro gli scettici, contro le critiche e contro i pregiudizi. Perché l’attaccante della Nazionale deve unire, non dividere. Con la speranza che la cresta quest’oggi non si abbassi come quel pomeriggio brasiliano di quattro anni fa.

RMC Sport Redazione