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Dal comandante ad Ancelotti: la differenza del Napoli in trasferta
13 feb 2019 11:41Calcio
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© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

...di Marco Piccari

C'era un tempo in cui un gruppo di uomini con la maglia azzurra,  guidati dal comandante, partiva e conquistava terre lontane. Quel tempo oggi è distante e tante cose sono cambiate; la maglia azzurra è rimasta, il comandante non c'è più e la conquista delle terre lontane è solo un ricordo. La storia è quella del Napoli, il comandante era Sarri e con lui lontano dal San Paolo si vinceva.

La squadra di Maurizo fuori casa saccheggiava e portava via punti, una differenza notevole rispetto al Napoli di Ancelotti che proprio corsaro non è. Una diversità che emerge forte confrontando il cammino in campionato dopo 23 giornate. Lo scorso anno il Napoli di Sarri aveva centrato 11 vittorie esterne e un pareggio per totale di 34 punti, adirittura meglio della Juve che si fermò a 28 punti fuori casa. Un dominio reso ancora più netto dai gol fatti ben 26 e solo 10 subiti.

Personalità, compattezza difensiva e grande forza offensiva. Il discorso cambia, anzi i numeri se prendiamo il rendimento esterno del Napoli di Re Carlo. Dopo 23 turni di campionato le 6 vittorie, i due pareggi e le 3 sconfitte hanno portato 20 punti ben 14 in meno rispetto all'ultimo Napoli di Sarri. Ma oltre ai punti mancano anche le reti, solo 14 lontano dal San Paolo -12 dallo scorso anno. Meno personalità lontano da casa e meno produttivita offensiva. Una differenza di rendimento notevole; con il comandante il Napoli era corsaro, con il Re si difende solo il castello. Per tenere aperto un sogno è ora di conquistare terre lontane.

RMC Sport Redazione