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La mia generazione, quella degli anni 80, è cresciuta ammirando grandi campioni. Noi in quel periodo potevamo mettere la maglia sopra i pantaloncini, oppure giocavamo abbassando i calzettoni e magari qualcuno si faceva crescere i capelli lunghi per assomigliare ancora di più ad uno dei giocatori preferiti. Poche erano le partite trasmesse inTv e le immagini del 90 Minuto e della Domenica Sportiva ti proponevano le giocate e i gol. Noi provavamo ad imitare un calcio di punizione di Zico e Platini, un colpo di testa di Rossi e Pruzzo e un dribbling di Giordano. Noi esultavamo solo gridando gol e correndo all'impazzata, anche perché quello facevano i nostri campioni. Il primo a rompere gli schemi fu bomber Pruzzo quando dopo un gol con la Roma si tolse la maglia per correre sotto la curva Sud. Una novità per noi, basiti davanti a quel modo di esultare. Ora tutto è cambiato. La generazione attuale vive da tempo il duello Messi e Ronaldo un aspetto meraviglioso e unico. Due grandi insieme. Ma il resto non sembra tutto costruito e artificiale? I ragazzi di oggi sono bombardati dai social, dalle immagini e dalle tante, ma tante partite. Si gioca, forse troppo togliendo l'esclusività dell'evento, si vede tutto, veramente tutto. I giocatori di oggi lo sanno e allora via libera a qualsiasi gesto in modo da non passare inosservati. Le giocate e i gol sono un accessorio, ora bisogna attirare l'attenzione con esultanze strane, ai limiti del ridicolo e dell'offensivo, l'importante è fare moda. I ragazzi di oggi si devono cibare l'eslutanza di chi si mette le mani nei genitali ( vedi Simeone), oppure chi irride i tifosi avversari con gesti volgari ( vedi CR7 e qua devo dire che faccio fatica a considerare il suo gesto sullo stesso piano del primo) e poi come se non bastasse in TV si sentono anche calciatori che nel post gara usano termini indecenti per mostrare la loro mascolinità. Poveri ragazzi!! Si ma quelli che guardano che alla fine imitano questi gesti e non le giocate come ai tempi degli anni 80. In tutto questo mi lascia stupito anche chi trova facili giustificazioni per arrufianarsi Società di calcio e giocatori: una deriva... Il mio pensiero alla fine va solo ai genitori. Cari mamma e papà voi avete il compito più duro. Spogliatevi delle vostre passioni e appartenenze calcistiche e spiegate ai vostri figli che nella vita di tutti i giorni ci sono provocazioni e trabocchetti continue. Spiegate che nella vita e nello sport non conta solo vincere e che le sconfitte sono maggiori, ma l'importante è rialzarsi. Spiegate che un uomo è tale quando rispetta e risponde alle avversità con i fatti. In una parola: educateli e non delegate nulla. I giocatori in campo sono solo calciatori, la loro funzione e tirare calci al pallone e regalare emozioni. Altri gesti rientrano nella voce: maleducazione. Spiegatelo!!
Marco Piccari
