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Castaldi: "Zlatan, un mito per Rosengard. Lui e Maradona leader in campo"
26 ott 2018 22:16Calcio
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© foto di Insidefoto/Image Sport

Paolo Castaldi, autore di “Zlatan, un viaggio dove comincia il mito”, edito da Feltrinelli, ha parlato ai microfoni di RMC Sport Live Show della sua ultima graphic novel dedicata al campione svedese.

Su Zlatan Ibrahimovic
"Sono stato nei luoghi dell’infanzia di Ibrahimovic, sono stato a Rosengard per diversi giorni e mi sono documentato. Sono andato a vedere dover viveva, il campo dove ha iniziato a giocare, dove ora ha promosso un’iniziativa con la Nike per i ragazzi del quartiere. Un quartiere che è problematico a dove i media non aiutano certo a superare certe cose".

Quanto è rimasto dello Zlatan bambino lì?
"E’ un mito, si sente tanto la sua presenza. E si ha un grande ricordo anche di lui ragazzino, che giocava notte e giorno. Da ex giocatore amatoriale ho pensato a quanto possa essere difficile giocare a calcio lì in certi mesi dell’anno, perché il clima è tosto. Il campionato svedese si gioca nei mesi più caldi, ma tutto l’anno i ragazzini non smettono di giocare. E questo l’ho ritrasmesso nei miei fumetti".

Sulle origini slave di Ibrahimovic, presenti nel libro
"E’ molto presente, ho voluto calcare la mano su questo perché ha inciso tanto nella sua crescita questo aspetto. Molti dei suoi disagi erano condizionati dalla guerra in ex Jugoslavia. Il padre passava molto tempo con i parenti in Bosnia per avere notizie sulla guerra, non si guardava la tv. E ovviamente questo toglieva tempo al figlio, che stava sviluppando la sua personalità. E lui si andava a rifugiare dalla madre (erano separati) che è croata. Era una situazione particolare che non poteva sfuggire alla sceneggiatura del libro. Zlatan è stata una scusa per parlare di calcio balcanico. E poi il tifo, che a volte ti spinge davvero tanto. Ha avuto allenatori in Italia che gli hanno insegnato che per diventare grande doveva fare un salto dal punto di vista del metodo. Ma quell’idea di calcio balcanico che racconto è scomparsa".

Hai scritto anche una graphic novel su Maradona. C’è un punto di contatto fra i due?
"Sì, al contrario di altri campioni sono davvero dei leader in campo e dei fari per la propria squadra. Erano leader, anche solo per la presenza. E in una squadra di calcio questo pesa tanto. Vedi Messi che in Nazionale non faccia la differenza. Zlatan, come Diego, sono personalità che riescono a catalizzare tutta l’energia della squadra e riescono a trascinarla. E questo li lega".

RMC Sport Redazione