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Cappellini: "Milan, in pochi anni può tornare a vincere. Cutrone straordinario"
31 ott 2018 20:56Calcio
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© foto di Federico De Luca

Massimiliano Cappellini, ex calciatore dell'Empoli e attuale osservatore del club toscano, ha parlato a RMC Sport Live Show del Milan e non solo.

Sul Milan e Suso
"Discontinuo? Può succedere a chi ha talento. Ma mi sembra che comunque sia molto giovane e ha margini di crescita. Già da un paio d’anni ha preso una direzione che gli dà più continuità. Condizionato dai cambi di modulo? Riguarda un po’ tutti, capita di cambiare per necessità. Rimangono le qualità del calciatore, che sono ben delineate e che devono essere sempre messe al servizio della squadra, perché il bene del singolo viene dopo il collettivo. Il Milan ha una rosa che mi piace, è stata costruita in fretta e furia lo scorso anno ma ci sono diversi italiani e giovani. In un paio d’anni credo che può tornare ad ottimi livelli, ad essere competitivo per le prime posizioni".

Sugli attaccanti come Piatek e Cutrone
"Piatek è una sorpresa, ha avuto un inizio straordinario. Cutrone è stata una rivelazione straordinaria, è stato importante anche nelle categorie giovanili ma negli ultimi due anni è riuscito a diventare importante per una squadra come il Milan. Spero possa diventare ciò che sta dimostrando. E’ un patrimonio importante che va coltivato".

Sul modulo del Milan
"Bisognerebbe vivere il gruppo quotidianamente. Posso dire che Cutrone, oltre che ad avere la capacità di fare gol, lavora tanto. Riesce a fare le due fasi bene. Non so se il 4-4-2 sia la scelta definitiva, ma riesce comunque a dare qualcosa di buono alla squadra".

Sulla Juventus e le inseguitrici
"Il gap con le altre è ampio, ma le stagioni sono lunghe e può succedere di tutto. Inter, Roma e Napoli sono quelle che possono provare ad avvicinarsi. Per la crescita e la qualità, l’Inter è la squadra che ha più potenziale".

Sul Napoli e Ancelotti
"E’ una squadra di grande qualità. L’esperienza europea fa la differenza tra Sarri e Ancelotti, ma il livello è comunque straordinario. L’abitudine a giocare certe competizioni è importante per la crescita di un gruppo e per questo Ancelotti prevale".

RMC Sport Redazione