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Umberto Calcagno, ex giocatore anche della Sampdoria e vicepresidente dell’AIC (Associazione Italiana Calciatori), a RMC Sport Live Show ha parlato così anche delle seconde squadre: “E’ un primo passo, non si può immaginare che i problemi del calcio italiano possano essere risolti solo da questo, ma è un primo passo molto importante. I dati delle altre nazioni ci dice che il progetto Squadre B può essere valido se utilizzato nel migliore dei modi”.
Quanti club di Serie A potrebbero richiedere l’iscrizione della seconda squadra?
“La questione non riguarda solo le squadre di Serie A. dobbiamo fare tutti un passo avanti e per farlo serve condivisione. Oggi è ipotizzabile che possano entrare con le Squadre B 4 o 5 società della Serie A. questo progetto serve per far maturare meglio e prima i nostri giovani e l’Italia è l’ultima ad arrivare questa soluzione, almeno nei campionati più importanti in Europa. Se questo progetto verrà fatto in maniera giusta ci saranno più risorse sia per la Serie C che per la Serie B. Le seconde squadre rigenereranno il mercato di queste leghe e i tanti giovani talenti potranno maturare prima di quanto accade ora”.
Quale potrebbe essere la mediazione se la Serie B decidesse davvero di scioperare?
“E’ una domanda a cui è davvero difficile dare una risposta. E’ un progetto da cui non si può tornare indietro. I presidenti di Serie B hanno paura che i migliori giovani che vanno ora in prestito in Serie B, con le seconde squadre, rimarranno nell’orbita della società di appartenenza”.
Quali saranno i criteri per accettare o meno una Squadra B?
"Ci sarà una sorta di bando fatta dalla federazione che terrà conto non solo della classifica di Serie A ma anche una serie di parametri che diano un senso al progetto, come per esempio i piazzamenti delle formazioni giovanili. Per me l'Atalanta dovrebbe essere la prima a fare la seconda squadra perché in questi anni ha sempre lavorato bene dando anche un contributo alla Nazionale".
