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Marco Banchini, allenatore del Como, neopromosso in Lega Pro su MC Sport 'Live Show':
Che valore ha la promozione tra i professionisti?
"È stato una sorpresa festeggiare in casa a una giornata dalla fine. Abbiamo fatto un campionato straordinario insieme al Mantova che è stato un grande avversario. È stato un percorso duro e difficile, faccio i complimenti ai ragazzi perchè sono stati loro i protagonisti. L'ambiente di Como ha vissuto palcoscenici importanti, qui ci ha segnato Maradona. Ho accettato la Serie D con grande entusiasmo perché è una società gloriosa".
L'obiettivo del prossimo anno del Como?
"Vedremo cosa succederà. La società è appena cambiata, non c'è ancora niente di definitivo. Il doppio salto l'hanno fatto diversi club ma è sempre difficilissimo. In quest'ambiente c'è la possibilità di fare veramente tutto. Noi dovremo iniziare con l'umiltà giusta"
La tua carriera da calciatore è finita presto, ma non tutti i mali vengono per nuocere visti i risultati in panchina...
"Alla terza operazione ho detto basta. Mi sono ritrovato in Eccellenza a 31 anni, poi sono andato all'estero e sono tornato in Italia. Ho preferito fare due anni di gavetta, come a Siena, prima di iniziare il mio percorso da solo. È una grande soddisfazione tornare tra i protagonisti. L'allenatore italiano all'estero? Siamo sempre ben voluti, il profilo del tecnico italiano ha un certo appeal fuori dal nostro paese".
Hai lavorato con Emiliano Bigica?
"Sì, sono stato con lui 4 anni. Lo stimo molto, è un ottimo allenatore che ha appena vinto la Coppa Italia Primavera con la Fiorentina. Gli auguro di arrivare in alto".
