Abete: "Mondiale 2006 grande momento di riscatto. De-Rossi-Totti, vicende dolorose"

10.07.2019, 16:00 - letto 80 volte Calcio

A Maracanà, nel pomeriggio di TMW Radio, è intervenuto l'ex presidente della Figc Giancarlo Abete.

Sul Mondiale 2006
"E' stato un bellissimo momento, un grande momento di riscatto dopo Calciopoli. Un riscatto che ha visto protagonista Lippi e i giocatori. C'erano uomini capaci di fare la differenza, il gruppo fece squadra e che meritò quel risultato".

Sul momento del calcio italiano e la revisione della giustizia sportiva
"Giusto dire delle difficoltà del mondo professionistico a valle. Si sta studiando una modalità normativa che sostituisca la vecchia legge. Per alcune categorie, la difficoltà di fare calcio a livello professionistico è strutturale, vedi la Lega Pro. Si soffre ancora, nonostante si sia passati da 108 squadre a 60. C'è un problema collegato alle situazioni professionali dei giocatori e naturalmente quello di un sistema di controlli che deve crescere e che non può evitare difficoltà in corsa, al momento. Codice di giustizia sportiva è impegnativo, è stato fatto un lavoro organico. C'è un ridisegno della responsabilità oggettiva, con le società che potranno dimostrare di aver fatto tutto il possibile in situazioni che non rientrano nel proprio perimetro di azione. Decreto Crescita? L'obiettivo di riportare eccellenze in Italia, ne può beneficiare anche il calcio, ma a livello europeo servirebbe un meccanismo di pari opportunità. In passato la Spagna ne ha usufruito".

Su Calciopoli e la Juve
"Pensavo che la Juventus, per la sua struttura societaria, tornasse a grandi livello Sfido chiunque che potesse vincere tutti quei scudetti consecutivi. E' qualcosa di straordinario. Bisogna fare i complimenti ai dirigenti e ad Agnelli per certi risultati, che sono arrivati con un calo anche delle milanesi, che ci ha un pò penalizzato. Il calcio è migliore ora? Il calcio ha una valenza sociale, a livello di fatturato è molto cresciuto, di più rispetto al Paese. E' una realtà che è in crescita. Bisogna capire se la società è migliorata nel frattempo. Lo scudetto del 2006? Diversi personaggi, come anche Carraro, disse che era stato un errore assegnare quello scudetto all'Inter, io ho cercato di non alimentare una dialettica che esiste ancora. Ho tenuto un profilo istituzionale equilibrato. E' stato un periodo molto difficile. Fu dato atto al prof. Rossi che quella era stata una situazione d'emergenza. 

Su Totti e De Rossi
"Sono state due vicende dolorose. Ma il calcio regala cose incredibili. Ad esempio non credevo che Buffon tornasse alla Juve o che la Juve vincesse così tanti scudetti di fila. Le loro situazioni hanno lasciato un pò di traumi. Conferenza di Totti al Coni? Merita di essere un mito e lo merita, anche come persona. La location giusta era l'Olimpico, perché la sua casa era quella".

Su Oriali e il doppio ruolo Nazionale-Inter
"Sarà stato Mancini a chiedere una continuità. Magari sono arrivare difficoltà per una sua sostituzione. E' una decisione impegnativa, perché il doppio ruolo genera sempre qualche dubbio".

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