Minardi: "Bentornato Alonso. Mugello con Monza vittoria dell'Italia automobilistica"

10 lug 2020 19:32Motori

L'imprenditore Giancarlo Minardi, noto per aver fatto parte del circus della Formula 1 con l'omonima casa costruttrice per un ventennio, ha parlato ai microfoni di TMW Radio, intervenendo in diretta nel corso della trasmissione Stadio Aperto, condotta da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini. Le sue considerazioni iniziano dal ritorno di Fernando Alonso in F1, visto che lo spagnolo esordì proprio con la Minardi: "Era un ragazzino, ma non scapestrato. Aveva 18 anni, era giovanissimo visto che ancora non si era abbassata l'età dei piloti. L'avevo seguito perché Adrian Campos, mio ex pilota che aveva ed ha ancora un team, me l'aveva segnalato dicendomi che questo ragazzo andava più forte anche di Marc Gene. A fine stagione l'ho invitato a fare un test collettivo con la Minardi, a Jerez sotto un'acqua pazzesca ho dovuto fermarlo al terzo giro perché aveva già pareggiato i tempi degli altri dopo trenta giri. Mi disse che ancora doveva prendere confidenza: fatti lui i trenta giri, abbassò il tempo di cinque secondi. Quindi cominciammo le contrattazioni, e a fine 2000, grazie ad una serie di circostanze favorevole, stringemmo un accordo con lui e Briatore, della Renault. Quando è passato in un top team tutti hanno capito che pilota fosse: sono molto felice, nel 2006 aveva vinto due Mondiali. Così iniziò l'avventura con Fernando: forse ha vinto meno di quanto avrebbe potuto, oggi torna in Formula 1 due anni dopo, facendo guadagnare di ciò sia la F1 che la Renault, e mi fa piacere perché sentivo venti poco favorevoli. Significa che c'è la volontà di tornare la Renault di una volta, lui ci mette la faccia. Gli auguro di cuore che sia un'avventura vincente, di sicuro ci sono difficoltà e tanti giovani che fanno cose egregie, a 40 anni combatterci contro non sarà facile, ma credo che ancora sia tra i migliori piloti dell'ultima generazione, e farà vedere di che pasta è fatto".

Cosa dire del Gp del Mugello a settembre? "Ancora una volta l'Italia mostra al mondo attributi e capacità: è la prima ad avere due circuiti diversi, in più pensiamo che ci sarebbe pure Imola omologato. Bello che si corra al Mugello: a settembre dovrebbe essere ancora caldino, e un circuito così impegnativo metterà davvero alla frusta i piloti, chiederà un bello sforzo fisico. Sarà interessante, e contrariamente ad Austria ed Inghilterra, noi italiani abbiamo messo a disposizione due realtà diverse come Monza e Mugello. Per noi italiani e il nostro automobilismo, è una bella vittoria".

Che ricordi ha di quell'autodromo? "È stato il nostro circuito perché è a 75 chilometri da Faenza: circuito interessante e molto utile per lo sviluppo della vettura. Ricordo il 5° posto di Martini nel 1982, ma anche altre soddisfazioni. Insieme a Imola e Fiorano, è stato circuito di sviluppo per noi a lungo, per molti anni. Ci hanno girato molti piloti, è un banco di prova importante e fa capire se hai a che fare con un pilota meritevole di investimenti oppure no. Peccato solo che sarà a porte chiuse, anche se prevedo molta gente assiepata sulle colline toscane, per vedere qualcosa, seppur da lontano. Mi auguro che quando sarà il momento, la Ferrari abbia accorciato il gap e che, avendo già conoscenza di un circuito difficile per chi non ci ha girato e complicato per la gestione delle gomme, possa essere una bella sorpresa".

Dopo il primo Gp l'ha colpita più in negativo il gap palesato dalla Ferrari o in positivo come Leclerc sia arrivato 2° nelle difficoltà? "Nello sport ci vuole fortuna, capacità e tecnica. In questo caso fortuna e qualità del pilota sono state determinanti per raggiungere un obiettivo impensabile al sabato pomeriggio. Questo fa morale e serve a una squadra che dovrà lavorare molto per recuperare il terreno perduto. Il primo Gran Premio è stato movimentato da vari fattori come affidabilità ed errori di piloti e squadre. La realtà purtroppo è diversa, e l'abbiamo toccata anche con le prove libere di oggi. Vediamo anche cosa succede domani, perché pare venga giù un nubifragio e lo sviluppo debba fermarsi. Speriamo che in Ungheria le novità permettano alla Ferrari di lottare con Red Bull e Mercedes, ma anche dei suoi cloni come la Racing Point, che è una Mercedes B. In una stagione così impegnativa non sarà facile recuperare il terreno perduto. Speravo in qualcosa di più, purtroppo non c'è stato e bisogna rimboccarsi le maniche senza piangersi addosso, confidando nella caratteristica principale di un team sempre capace di recuperare. Il pilota c'è, se gli danno a disposizione una macchina ci farà divertire".

Oggi tifiamo tutti per Alex Zanardi. "Cuore e preghiere sono con lui, anche se la situazione credo sia difficile. Incrociamo le dita e speriamo in un altro miracolo, come nel 2001. Ha una tempra molto forte, ma bisogna capire i problemi neurologici e cosa accadrà dopo il recupero. Confido molto in lui e in una parte di fortuna che nella sua vita non ha avuto, visti i due incidenti devastanti. Gli siamo vicini, soprattutto alla moglie Daniela che dimostra una forza eccezionale".


Gian Carlo Minardi ai microfoni di Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini © registrazione di TMW Radio

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