Mazzola: "Vedo un Leclerc frustrato, la Ferrari pensa troppo a 2021 e 2022"

31 ago 2020 19:09Motori

Luigi Mazzola, per vent'anni ingegnere della Ferrari in Formula 1, è intervenuto in diretta a Stadio Aperto, trasmissione di TMW Radio condotta da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini, per approfondire le difficoltà della Rossa emerse ieri sul circuito di Spa, a partire dalle parole del team principal Binotto: "Mi metto nei panni di Leclerc, uno che ha vinto tutto nelle categorie inferiori. Arriva in Formula 1, vincendo anche lì, ed è un pilota che ha le carte in regola per arrivare alla pari dei vari Hamilton e Verstappen, per vincere il Mondiale. È un pilota determinato che vuole vincere e si trova in un team in cui quest'anno è stata interpretata male la macchina. A fine di ogni campionato si va a vedere cosa è possibile migliorare, ed evidentemente qualcosa non è andato nel verso giusto. Non si vede lo sviluppo, e questo è un dato di fatto: è l'unico tra i top team che non ne ha portati. Non si capisce perché siano così lenti, lo stesso Binotto spera che lo facciano gli ingegneri. Il pilota è l'ago della bilancia, e lo vediamo che Leclerc è frustrato e depresso nelle interviste, oltre ad avere scatti di nervosismo nei team radio. Non so se c'è serenità, dal punto di vista del ragazzo non mi sembra. Pare anzi che voglia cambiare qualcosa, e Spa è stata la sintesi di tutto quello che purtroppo la macchina non ha, sono emersi tutti i lati negativi. Il settore centrale è stato sì migliorato rispetto all'anno scorso, ma non tanto quanto gli altri. Quattro decimi a fronte di un secondo e mezzo... Pare che manchi carico, e in un circuito fresco e con lunghi rettilinei, con gomme morbide o dure che siano, si fatica a portare tutto a temperatura ed ottenere la massima performance. Anche nel T1 e nel T3 sono emersi aspetti da evidenziare, cioè l'incapacità di raggiungere certe velocità. Vero, tutti hanno perso qualcosa, ma il gap tra le Ferrari e le altre grandi fa capire certe cose. Non è solo motore, ma la somma algebrica di resistenza all'avanzamento fino alla potenza. Non è stato così nei Gp precedenti, perché le gomme reagivano in modo diverso. Speriamo che a Monza faccia caldo, e che l'asfalto sia tra 45 e 55 gradi".

Si rischia di depauperare un talento? "Eh sì, se deve fare la lotta con Grosjean... Questi ragazzi hanno il coltello tra i denti e non vedono altro che non sia la vittoria. Se gli togli quella, gli togli cose da imparare. Devi dare loro la possibilità di vincere".

Si riesce a trovare qualcosa di positivo in questa stagione della Ferrari? "Una lucina c'è, parliamo sempre di Ferrari, un team che ha tutto ciò che serve per poter risollevarsi. Sono le persone che hanno lavorato l'anno scorso, due anni fa, e non si può dire che non fossero competitivi. Spero si sbrighino ad utilizzare le competenze che hanno e che avevano nel passato. La luce si spegne dal momento in cui si pensa troppo al 2021 e 2022. Nel 2005 ricordo che facemmo quasi 200 giorni di test per provare a cercare il bandolo della matassa, e c'era da rifare quasi tutta la macchina. Anche se non porti grandi miglioramenti, almeno sai cosa dovrai fare veramente per il 2021. Quest'anno poi c'è una varietà di circuiti mai vista, contando anche gli ingressi di Portimao, Turchia, Imola e Mugello... Una volta che presenti qualcosa di nuovo in pista, puoi anche rigenerare tutto, lo stesso pilota. Provate a immaginare con che spirito si arriverà a Monza, contando che c'è persino Vettel che dovrà andare via. Magari per Mugello o quel Gp dopo, se ci fosse l'intenzione di portare pacchetti nuovi, allora questo sarebbe accettato dal pubblico e dai piloti stessi. Così si tiene alto il gruppo. Vediamo cosa si può effettivamente sperare".

Si rischia di non uscire più da questa tempesta? "Il fattore centrale è proprio questo: quanto tempo ci vorrà a recuperare? Perché ad ora corre un secondo e mezzo... Monza immagino che sarà più o meno sul secondo di ritardo: se gli altri migliorano e Ferrari no, allora non può che aumentare il divario. Il fondo ha più di un piano: se non fai niente e gli altri migliorano, arrivederci e grazie. Già così è molto complicato, ci vuole qualcuno che sappia bene dove mettere le mani. Si può trarre ispirazione dalle altre macchine, certo, ma chi ci dice che nel 2022 la Ferrari sarà lassù? Stamattina ho sentito Montezemolo perché è il suo compleanno: ci siamo ricordati cosa voleva dire in quegli anni il nostro lavoro... Io ricordo che ci stava sempre addosso, lo si vedeva spuntare già alle 7 di mattina. Spero che tutto questo ci sia ancora, altrimenti manca spinta nonostante una base straordinaria. Le competenze non possono non esserci, magari servono nuovi innesti, un po' d'aria fresca che vada ad innalzare l'intelligenza collettiva. Così andiamo a Monza depressi, idem al Mugello...".

Servirebbe uno alla Montezemolo a questa Ferrari? "La base non è mai mancata in Ferrari. Dal 1988 al 2009 ci ho lavorato, ed era così, ma lo vedo anche adesso. Sono convinto alla grande che la base sia ottima. La volontà di vincere c'è sempre, ed è quella che ha anche Leclerc: sono convinto che se lo metti in Mercedes va come Hamilton, e in Red Bull come Verstappen. Bisogna però innalzare il livello, anche della pressione. Dopo sette Gran Premi non si può non sapere dove sia il problema... Le carte in regola per andare avanti ci sono".

Serve anche più consapevolezza? "Esatto. Posso anche capire che Mattia (Binotto, ndr) parli di non-crisi, ma leggevo stamani i giornali ed è uno stillicidio. Chi lavora lì dentro chissà cosa starà pensando... Negli anni bui, vincere a Monza era la cosa che salvava la stagione, qui speriamo di essere almeno nel Q3 (ride, ndr)".


Luigi Mazzola, ex ingegnere di pista e responsabile area test Ferrari, ai microfoni di Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini © registrazione di TMW Radio

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