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Giacomo Agostini: "Bezzecchi, sanzione giusta ma lo capisco. E Marquez sta tornando"
22 giu 2026 16:55Motori
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Il campione Giacomo Agostini è intervenuto a TMW Radio, durante Maracanà, per parlare del Mondiale MotoGP, che ha vissuto nel weekend l'appuntamento di Brno.

Caso Bezzecchi, che ne pensa di quanto è accaduto con il marshall durante la Sprint?
"Sono situazioni particolari. Quando cadi, naturalmente non sei lucido. Poi vedi che la tua moto te la accelerano. La sanzione è giusta, però lo capisco anche, perché sono momenti difficili. Io lo giudico perché le ho provate certe cose, toccarti la moto sappiamo cosa significa. E' giusta la sanzione, però capisco, forse avrei reagito anche io, anche se non è giusto. E sarebbe stato giusto che sanzionassero anche me. E' stato bravissimo a chiedere sucsa il giorno dopo. Quando torni te stesso è ovvio che chiedi scusa, ma è difficile controllarsi a caldo". 

E' qualcosa dovuto a una tensione eccessiva?
"Andare a 300 km/h non è come stare seduti in ufficio. La tensione che sei caduto, che perdi la leadership del Mondiale, ti fanno fare certe cose. Giusta la sanzione, ma lo assolvo anche. La pressione di Marquez? C'entra tutto".

Ora può pesare tutto questo su Bezzecchi?
"Ha buttato via 25 punti. Se è bravo e vince le prossime, non cambia molto. Aveva un bel vantaggio su Marquez, che sta tornando quello dei vecchi tempi. Sarà dura, ma è ancora in testa. Ha vinto tanto quest'anno, ha talento e se la moto lo assiste può rimanere davanti. Ha rosicchiato tanto Marquez, questo è vero. Per Bezzecchi è stato un grande colpo, ma è ancora lì davanti. Marquez è un grande talento, ha avuto incidenti che lo hanno fermato, ha un braccio martoriato e nonostante questo ha ancora una grande grinta".

Come vede la Ducati?
"E' sempre stata competitiva, oggi è difficile la messa a punto. Dipende molto dall'elettronica. Ed è per questo che vediamo risultati altalenanti. La moto c'è sempre stata, ma è tanto anche la testa che fa tanto".

Marquez rientra nella corsa per il Mondiale?
"Sarà difficile, ma c'è. E' un attimo andare a 25 o anche a 65 punti di distacco. Quest'anno è più difficile, è partito male per l'infortunio".

Ora a Bergamo lei ha anche il suo museo:
"Finalmente lo abbiamo sistemato. Ho lavorato tanti mesi per mettere insieme tutta la mia storia. E ora sarà aperto per 4 giorni a settimana. E faremo anche dei pacchetti con i tifosi, con la possibilità di venire a mangiare con me. Una cosa che ho imparato da Stirling Moss".

Cosa non le piace della MotoGP di oggi?
"Tutta la tecnologia. Una volta lavoravi tu sulla moto, oggi ci sono tutti bottoni, le ali. La moto non è un aeroplano. E poi non è la potenza che ti dà spettacolo. Tutti questi cavalli non servono. Sono i piloti a fare la differenza, lo spettacolo, non i cavalli della moto".

Chi deve temere di più Bezzecchi?
"Martin si avvicina ma è difficile che arrivi sul gradino più alto. Poi c'è Marquez. C'è anche Di Giannantonio, che è sempre lì. Marc se torna quello di prima è l'osso più duro da battere".

Lei è tifoso dell'Atalanta?
"Sì, anche se non sono un grande fan del calcio. Ma mi fa piacere quando vince. E mio figlio è dell'Inter. Siamo andati molto bene con Gasperini e ora speriamo si torni a fare bene".

Daniele Petroselli