Bobbi: "Ferrari, così non si arriva al 2022. Gasly è una vittoria di Helmut Marko"

07 set 2020 19:00Motori

Matteo Bobbi, pilota e commentatore tecnico per la Formula 1, si è collegato in diretta a Stadio Aperto, trasmissione di TMW Radio condotta da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini, iniziando da una disamina del disastroso Gp di Monza di ieri per le Ferrari, entrambe ritirate: "Nel calcio con un cambio di allenatore si possono vedere risultati fin da subito, in F1 cambiando il direttore tecnico invece si vede tutto almeno due anni dopo. Non è così scontato e banale cambiare un team principal, pure con tutte le problematiche che ha Binotto: la macchina non l'ha disegnata lui. Più che rivoluzioni, dovranno fare innesti nell'area tecnica: la verità è che chi ha disegnato le ultime tre monoposto non è all'altezza per lottare con big come Red Bull e Mercedes".

Si può davvero guardare con ottimismo al 2022 in casa Ferrari? "Non si può arrivarci così, è chiaro: è il momento di designare la squadra che prenderà le redini tecniche il prima possibile, ci vorrà organizzazione per la struttura, e dovrà avvenire adesso. La stagione è deludente sotto ogni punto di vista: a parte la macchina che non va, c'è un insieme di problemi che non si vedevano da anni. I pit stop quest'anno sono i più lenti di tutti, scarsa affidabilità... L'unica cosa su cui non c'è da metter mano secondo me sono i piloti. Immagino che stiano lavorando molto, in silenzio e nell'ombra, ma che stiano facendo pensieri sul futuro. Non mi spiegherei il contrario".

La vittoria di Gasly è la sconfitta di Helmut Marko? "Io invece do una chiave di lettura diversa, e dico che ieri la vittoria di Gasly lo è stata anche di Marko. Gasly era nel tritacarne di Verstappen: le sue prestazioni, come per ogni compagno di squadra dell'olandese, erano ben differenti. Anche lui si stava domandando se fosse all'altezza, e Marko è riuscito a ricostruire un pilota che era sull'orlo di un fallimento totale, è stato abile a vedere il potenziale e dargli un'altra occasione senza però la pressione di Red Bull e Verstappen. Così facendo ha ritrovato un Gasly più forte e maturo, e potrebbe ritrovarsi per le mani un vero gioiellino. Bravo anche il pilota a non abbattersi".

Red Bull non dovrebbe puntare su qualcuno più esperto in coppia con Verstappen? "Sì, concordo al 100% perché di piloti così non ne nascono ogni giorno. Però è sempre stata la loro filosofia quella di non prendere piloti di altri team, ma di utilizzare il proprio vivaio. Questo oggi non mi sembra così florido, ma rimane il loro DNA".

Questione mappatura: cos'è avvenuto? "Prima si potevano utilizzare tutte le mappature che si volevano, sia per qualifica che gara, oggi invece ne va utilizzata una sola: la provi durante le libere, e poi te la tieni per tutto il fine settimana. Se prima i piloti erano aiutati a consumare meno o avere una coppia più docile in curva quando eri in crisi con le gomme, oggi non si può: sta tutto alla scelta del pilota, e se sbagli la mappatura te la devi tenere. Ogni team ha perso qualcosa non potendo utilizzare la mappatura della qualifica, ma aspetterei Mugello per capire meglio, anche per la Red Bull".

Speranze di vedere una Ferrari competitiva nel weekend del Mugello? "Sarà una situazione migliore perché la macchina è carente su aspetti come la potenza del motore o il carico aerodinamico quando tutti lo utilizzano più basso. Credo che saranno messi meglio rispetto a Spa e Monza, tornando magari sui livelli precedenti: magari non lottando per vittoria o podio, ma quantomeno riuscire ad entrare in Q3. Il distacco chilometrico è stato lo stesso delle altre gare rispetto alla Mercedes, il problema è che ci sono adesso più macchine nel mezzo. Sempre due decimi e mezzo a chilometro, ma in Austria così sei quinto, a Spa e Monza sei quindicesimo. Le altre sono migliorate, quello è il problema".

Bottas ha vestito un ruolo da spettatore. Come spiegarselo? "Dal via si è subito lamentato di avere enormi problemi nelle curve a destra, tanto che pensava a una foratura lenta nella posteriore sinistra. Poi in realtà non c'era, ma ha avuto sempre questi affanni, come se si fosse rotto qualcosa. Sicuramente ha avuto problemi, i suoi tempi non erano né da Bottas né da Mercedes. Strano perché nelle libere era velocissimo, e sabato si è qualificato a un decimo da Hamilton. Penso sia successo qualcosa nella macchina, ma secondo me al Mugello torneranno a dettare il passo".

Da Stroll a Ocon, chi si merita il titolo di MVP degli altri? "Togliamo Verstappen da questa classifica, è l'unico più vicino alla Mercedes. Direi che Stroll ha fatto molto bene, e sembra strano dirlo. La Renault idem ma è molto altalenante, mentre credo che McLaren abbia massimizzato con Norris e Sainz: rispetto all'anno scorso hanno fatto un grande salto in avanti. Il gruppetto dal quarto al dodicesimo è stupendo, vorrei che la F1 fosse sempre così".


Matteo Bobbi ai microfoni di Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini © registrazione di TMW Radio

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