Zaccheroni: "Milan si è mosso tanto sul mercato. Juve, Sarri non è stata una scelta convinta"

16 set 2020 16:35Calcio

A parlare della Serie A che sta per ricominciare a Maracanà, nel pomeriggio di TMW Radio, è stato mister Alberto Zaccheroni.

A tre giorni dall'inizio del campionato, quale squadra si è mossa meglio?
"Non mi sembra che ci sia qualcuno che si è mosso meglio. Si sono mosse tutte, chi lo ha fatto di più (e non so se meglio) forse è il Milan, che deve guadagnare posizioni sulle altre. Ha fatto acquisti che spero vadano bene. Ma a mio avviso non sono convinto dell'utilizzo di Ibrahimovic. Prima si deve costruire e poi raccogliere. Senza Ibra, hanno dimostrato limiti di personalità. Bisogna capire quando andrà via Ibra cosa accadrà a quei giocatori". 

I migliori tecnici sono tutti fuori dalla scena del campionato, da Allegri a Spalletti:
"La situazione è cambiata nel 2010, quando è arrivata al crisi economica. Andai anche io via, facendo la scelta del Giappone. Per me fu una scelta di vita, ma dal punto di vista economico altri tecnici hanno fatto altre scelte. Mai un allenatore importante è mai andato all'estero prima del 2010. Sotto il piano tattico abbiamo dimostrato di essere superiori agli altri. Faccio fatica a non trovare un tecnico che non ha vinto all'estero. Ci siamo specializzati nella tattica però abbiamo lasciato ai margini la strategia, che incide maggiormente". 

Perchè Sarri non è andato bene alla Juve?
"Gli allenatori devono capitare nel posto giusto al momento giusto. E' andato in una squadra dove si sapeva che avrebbe vinto comunque, a prescindere dal tecnico. Non è stata per me una scelta convinta quella di Sarri. Non è stato sostenuto nel migliore dei modi e credo che sia sceso a compromessi. E quando un tecnico scende a compromessi, vedi quando è andato a trovare Ronaldo".

Quanto crede nell'avventura di Pirlo alla Juve?
"La Juve sa di essere superiore agli altri e vuole conquistare la stima dell'opinione pubblica. Vuole portare la squadra a un altro livello, soprattutto in Europa. Serve il gioco, quindi per questo passa da un tecnico all'altro. Abbiamo una scuola importante e per questo non si guarda all'estero. E si è individuato un ex calciatore. La Juve ha una dirigenza che parla molto con i giocatori e in base a questo si muove per decidere". 

Tornerà ad allenare in Italia?
"Credo di aver chiuso con il calcio italiano. Sono stato in Asia per 10 anni. Per come si ragiona in Italia non ho questo entusiasmo per rientrare. Ho allenato tante big, mi è dispiaciuto entrare in corsa in tante squadre, come la Lazio, perché l'ho fatto solo con Udinese e Milan. Non ho potuto incidere fino in fondo".

Quale tecnico italiano le piace di più ora?
"Adoro Gasperini, mi è dispiaciuto che non fosse stato sostenuto quando è andato all'Inter. Una scelta così va difesa fino in fondo". 

Come mai il calcio italiano non vince più tanto a livello internazionale?
"Siamo troppo concentrati sulla tattica e poco sulla strategia. Ora stiamo meglio, il nostro calcio si sta evolvendo, anche la Nazionale cresce non solo come talenti ma anche grazie ad un'idea di calcio data dal ct". 

Dove può arrivare questo Milan?
"Ho avuto la sensazione che i giocatori non siano così male come si diceva, ma sul piano della personalità ho molti dubbi. Bisogna vedere se i giocatori hanno la personalità anche senza Ibra. Senza grande personalità, i campionati non si vincono".

Juve con Ronaldo e Dzeko, come la vede?
"Se a sostegno di questi metti centrocampisti e difensori di qualità, può andare bene. Serviranno giocatori con un dinamismo non indifferente per sostenerli".


Maracanà con Marco Piccari e Cinzia Santangeli Ospiti: Mario Sconcerti e Alberto Zaccheroni © registrazione di TMW Radio

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