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Viviano: "Fiorentina, conta come li fai 18 punti. Che consapevolezza con la Juve"
08 nov 2021 19:05Calcio
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Emiliano Viviano, portiere del Karagumruk dal lungo trascorso in Serie A, ha così parlato a Stadio Aperto, trasmissione di TMW Radio condotta da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini: “Sono in Italia per un paio di giorni, poi rientro. Purtroppo col Galatasaray abbiamo preso gol da soli e subito dopo sfiorato un altro. Peccato perché abbiamo giocato meglio ma siamo lì, sesti, le grandi faticano”. La classifica è corta. “Si, e c’è il Trabzonspor che ne ha vinte molte alla fine, ma ricordo che avevo detto erano i più forti. Vediamo, è lunga e per cambiare basta poco”. Farioli sarà presto in Italia? “È bravissimo e sa che deve ponderare le scelte per il tipo di gioco che richiede. Deve fare come il suo mentore, De Zerbi, che ha rifiutato molte panchine. Sarei contento di vederlo in Italia ma è giovane e ce lo teniamo noi!”. Quanto ha aiutato la presenza di tanti ed Serie A? “Parte tutto da presidente e vice che sono molto legati al calcio italiano e alla nostra mentalità, non è casuale. Se poi ci siamo anche noi è più facile arrivi qualcuno dall’Italia”. Che Benatia ha trovato? “Un ragazzo eccezionale. Purtroppo ha avuto infortuni muscolari e sta rincorrendo ma è di livello, in mezza Serie A giocherebbe”. A gennaio arriva qualcun altro dall’Italia? “Secondo me sì ma il ruolo non lo so e non ve lo dico!”. Avete un obiettivo? “Stare attaccati lassù e lottare per l’Europa. Non è impossibile, assolutamente. Abbiamo perso punti di troppo, alcuni per via degli arbitri. Con i tre punti di ieri ora saremmo terzi…”.

Due parole su Juventus-Fiorentina. "La Fiorentina ha fatto una buona partita, poi rivedendo le azioni dico che il rigore per i viola non c'era, ma sull'espulsione ho qualche dubbio in più. L'importante è la consapevolezza con cui sei andato a giocare in quel campo". Il bilancio è positivo? "A me fa piacere come sono stati fatti questi 18 punti. Giocando contro tutti e con identità, nonostante qualche problematica come la polemica in atto contro il miglior giocatore della squadra. Ora c'è da confermarsi, magari completando la rosa a gennaio perché qualcosina manca. Da tifoso però sono contento". Come ricostruire il rigore che Vlahovic non ha voluto tirare con il Cagliari? "Io ho letto che Biraghi abbia chiesto di calciare lui... Però dico che una cosa delle più intelligenti che può fare un calciatore è, prendendo l'esempio di Doncic nella finale delle Olimpiadi, è sapere quand'è il momento di tirare e quando passarla. Se non se la sentiva era la scelta migliore". Come va a finire? "Sinceramente non riesco a capire perché non abbia rinnovato, non parlo da tifoso. Penso sarebbe andato via lo stesso... Ora la Fiorentina deve monetizzare, è la cosa migliore per tutti. L'importante è che la gente stia vicina alla squadra, perché in fondo 'Firenze città d'arte...'. Vlahovic mi sembra un ragazzo a posto, ma al tifoso della Fiorentina interessa che giochino in undici con la maglia viola".

Della Sampdoria così in basso che ne pensa? "Sono molto sorpreso perché per me la squadra è forte e ha tre-quattro giocatori di livello assoluto come Candreva, Gabbiadini, Caputo, Quagliarella... Sappiamo che ci sono annate che nascono storte, bisogna trovare il modo di raddrizzarle. Alla Sampdoria sono stato da dio e mi dispiace tantissimo, però credo che serva loro tempo, gli sono mancati spesso i giocatori, vedi Damsgaard. Spero si trovino soluzioni perché dopo la Fiorentina è la squadra che seguo più in assoluto". L'addio di Ranieri è stato uno dei problemi? "La rifondazione lì nasce dal dopo-Giampaolo: è arrivato Ranieri che è esperto come nessuno ed è stato bravo a rimettere insieme i cocci, ma ora è rimasto qualche piccolo solco. Delle difficoltà erano prevedibili, mi sembra però che la società abbia lavorato bene sul mercato: vederli retrocedere sarebbe davvero inimmaginabile".

Sorpreso più dal Milan o dal Napoli? "Non ricordo un'annata in cui una squadra di Spalletti abbia totalmente bucato una stagione. L'Inter, per esempio, il salto di livello l'ha fatto sì con Conte ma anche perché sono arrivati giocatori che Spalletti non aveva allenato. Mi sorprende di più il Milan: a inizio anno avrei detto che i favoriti a vincere erano l'Inter, ma ora dico loro".

Questa tendenza recente di arrivare a parametro zero da chi dipende di più? "Se si è arrivati a dare tutto questo potere ai procuratori, qualche colpa anche i calciatori ce l'hanno. Io sono 15 anni che sono con Vigorelli, abbiamo un rapporto padre-figlio ma decido io dove andare. A volte si fanno discorsi un po' sbagliati... Tra 7 e 8 milioni non credo davvero che a un giocatore cambi qualcosa". Immaginarsi un calcio con il trade stile NBA è utopia? "No. Una volta per le società era tutto più semplice e diretto, oggi è business e come tale va trattato. Lo dice uno che l'ha sempre pensata al contrario, ma magari diventa più bello. Al tifoso poi interessa la maglia, io ho tifato Fiorentina sia con Batistuta e Rui Costa che con Masitto e Bismarck".

Sentito Giuseppe Rossi? "Sì, sono contento perché il calcio gli deve qualcosa e spero possa averla indietro, è uno dei calciatori più di talento che ho visto in Italia negli ultimi 15 anni". Che effetto fa vedere Montella in Turchia? "Abbiamo parlato, l'ho sentito, ha avuto qualche problemino perché il calcio si evolve e quando sbagli un paio di annate ci si dimentica presto. Ha fatto una scelta intelligente per ripartire in un ambiente in cui avrà più tempo: è un allenatore bravo, non l'ultimo arrivato.

TMW Radio Regia
Emiliano Viviano intervistato da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini
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