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Vianello: “Calcio esempio per la società, giusto fermarsi”
09 mar 2020 19:02Calcio
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© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Il giornalista Andrea Vianello interviene a “Stadio Aperto” su TMW Radio per parlare dell’emergenza Coronavirus e del libro scritto da Vianello “Ogni parola che sapevo”.

La sospensione di tutte le attività sportive fino al 3 aprile con annessa richiesta fatta al governo di un emendamento da parte del CONI mette fine ad un capitolo nero del calcio italiano?

“Ieri, per la prima volta, non ero felice nel vedere le partite. Sappiamo quanto è difficile fermare tutto, ma stiamo vivendo un momento molto particolare. Vedere il calcio continuare nonostante tutto non ha fatto bene a nessuno, in primis agli appassionati. Le scene di ieri ha mostrato un paese che non ha i nervi saldi. Il calcio è stato preso in considerazione come un altro mondo, ma non è così, anzi bisogna che il calcio diventi un esempio per tutti”.

Il governo ha gestito e sta gestendo bene l'emergenza?

“Siamo davanti ad un qualcosa di inedito. È il momento più difficile dopo la guerra per questo paese. Dobbiamo tollerare gli errori fatti fino a ieri cercando di trovare delle soluzioni per far fronte al problema. Le persone non hanno ancora del tutto capito che questo virus non si vede, ma fa male. Negli stati più colpiti, le misure drastiche stanno ora portando i benefici, noi ci stiamo arrivando con un po' di ritardo. La spina dorsale di questo paese è la sanità pubblica, a volte troppo bistrattata”.

La raccomandazione in questi giorni è quella di restare a casa, un consiglio per passare le giornate casalinghe potrebbe essere quello di leggere un buon libro?

“Si certo, consiglio a tutti di leggere di più, approfittando magari dei momenti in casa. Se qualcuno ha voglia di leggere il mio di libro mi fa veramente piacere. Il mio libro “Ogni parola che sapevo” è una sorta di diario, che racconta la mia esperienza vissuta e le difficoltà passate dopo l’ictus che mi ha privato della possibilità di parlare. È un libro che ho scritto anche per aiutare chi si trova in una situazione simile alla mia. L’esigenza di scrivere è arrivata dopo un po' di tempo, all’inizio non mi andava di raccontare quei momenti quando non riuscivo a pronunciare i nomi dei miei figli. Ho lavorato tanto per ritornare alla normalità e ci sono riuscito. Diverse persone mi dicono che dopo la lettura del mio libro hanno trovato forza e questo mi fa tanto tanto piacere”.

Ci si sta muovendo bene dal punto di vista della comunicazione nel nostro paese?

“Non tantissimo, fin dall’inizio non si è capito bene come dovevamo comportarci. L’uscita in anteprima della bozza del decreto Lombardia è un esempio di come non si gestiscono le cose, questo ha mandato le persone nel panico come abbiamo visto. Alcuni errori devono servire da lezione”.

Molta gente comune che continua a lavorare anche in questi momenti di emergenza non è d’accordo nello stop di uno sport come il calcio dove i protagonisti sono ipercontrollati. Cosa ne pensi al riguardo?

“Il calcio è anche un esempio per la società ed essendo uno sport di contatto sarebbe paradossale continuare a praticarlo in una situazione dove il contatto deve essere limitato al minimo. Diverse aziende che continuano a lavorare stanno prendendo le giuste precauzioni ed è giusto che tutti i lavoratori che non trovino le giuste condizioni per farlo debbano denunciare la mancata tutela”.

TMW Radio Regia
Andrea Vianello, giornalista e scrittore, ai microfoni di Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini
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