Vanoli: "Conte deluso per la sconfitta col Mura. Serve il suo dna vincente agli Spurs"

26 Nov 2021 20:28Calcio

L'allenatore Rodolfo Vanoli è intervenuto a Stadio Aperto, trasmissione pomeridiana di TMW Radio, parlando di vari temi, a cominciare dalla vittoria del Mura contro il Tottenham in Conference League: "La partita, viste le differenze tra i due club, sembrava fosse una passeggiata, mi sono sentito con Antonio a fine gara, era molto arrabbiato e deluso, ho sentito le sue interviste in cui ha detto che c'è tanto da lavorare. Antonio è abituato a grandi risultati, a grandi vittorie, ho visto una squadra non abituata a centrare certi obiettivi: un conto è vincere una partita, un conto è vincere un campionato. È una squadra forte, ma gli altri hanno lottato su ogni pallone, hanno voluto la vittoria con grande umiltà".

Si può dire che il lavoro di Conte va ancora a vertere sulla cultura vincente di un club che il Tottenham non ha mai avuto?

"Guardando la partita di ieri, rifletto su quello che mi è successo quando allenavo l'Olimpija Ljubljana, quando persi il derby al 95' col il Maribor in casa, e feci un'analisi nello spogliatoio chiedendo quanti avessero vinto un campionato, solo tre giocatori. Questo fa la differenza, ci sono giocatori abituati a vincere e giocatori mediocri. Questo è quello che Antonio dovrà trasmettere a quel club".

È la conferma che ormai in Europa non esiste più la periferia del calcio?

"C'è un errore di base, di valutazione, Quando vedi che le squadre più forti contro squadre inferiori fanno un turnover pensando che le seconde linee facciano risultato, non funziona così. Dalla mia esperienza, quando gioco le partite internazionali parto sempre con la formazione migliore, il turnover ti condanna e ti penalizza, perché metti in campo giocatori a cui manca ancora qualcosa per essere titolari in formazioni importanti".

Che indicazioni le sta dando l'inizio di stagione in Serie A?

"Stimo molto Spalletti, avendolo conosciuto ai tempi dell'Udinese, Non mi sorprende che il Napoli sia davanti, Il Milan si sta confermando grazie al lavoro dell'allenatore e di Maldini e Massara. Il Milan sta dimostrando serietà sotto tutti i profili, l'Atalanta sta facendo bene da diversi anni, e si sta abituando bene anche in campo internazionale, è la più europea sotto l'aspetto del ritmo, perché la differenza la fa la velocità della palla, il ritmo imposto nei novanta minuti. Sotto questo aspetto siamo ancora un po' mammoni".

L'inizio di stagione difficoltoso dell'Udinese è figlio della partenza di De Paul?

"L'Udinese lavora tanto su acquisti di giocatori giovani dall'estero e serve tempo per insegnare loro la cultura del calcio italiano. Mi soffermerei però su un dato: ai tempi di Di Natale senza i suoi gol l'Udinese avrebbe avuto i punti di oggi, bisogna trovare degli attaccanti giusti, dopo Totò c'è stata grande carenza in attacco".

Troppe aspettative su Beto?

"È un giocatore strutturato, con buona tecnica, ma in Italia dopo due partite sei o già da grande club o da Serie B. Serve tempo per il percorso".

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