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Il dirigente Antonello Valentini è intervenuto in diretta alla radio di Tuttomercatoweb.com. Queste le sue parole rilasciate nel corso della trasmissione Maracana, principalmente incentrate sul commissariamento di Malagò:
Che commento ti senti di dare sul commissariamento di Malagò, che a sua volta diventerà egli stesso commissario?
"Credo che sia stata una scelta politica, nessuno si è fatto male. A dirla tutta il presidente del CONI ha capito che inizava a tirare una brutta aria e ha evitato il rischio di essere a sua volta commissariato. Malagò ha sì commesso un errore, ma non lui in persona, bensì gli uffici. Da una parte in conclusione non si fa male il CONI e dall'altra parte il calcio si vede restituito il presidente che aveva scelto. Il commissario ora non è un dittatore, ma ha margini di manovra enormi, posto che le sue riforme dovranno comunque passare dall'assemblea della Federazione. Entro il 30 Gennaio la FIGC comunque avrà un nuovo presidente, che sarà lo stesso Malagò. Ribadisco comunque che quest'ultimo è stato scelto dal calcio italiano come presidente dopo Gravina. Ha avuto quasi il 75% dei voti e dunque la volotnà del movimento era quello di avere lui come guida. Che la politica abbia perso io ne sono strafelice, perché ancora una volta ha cercato di mettere le mani nel mondo dello sport e ha perso. La politica deve rispettare l'autonomia dello sport.
Che segnali hai visto da questa nuova Nazionale di Mancini? Cosa ti ha convinto maggiormente?
"I segnali che sono arrivati sono incoraggianti. C'è ancora un cantiere aperto e se non ero depresso dopo la partita con il Belgio ora non mi esalto esageratamente. Mancini ha fatto un mix di giovani e meno giovani e proprio sui giovani vorrei fare una provocazione. Detto ciò Kayode è passato da Juventus e Fiorentina ma si è affermato all'estero, mentre se non ci fossero stati degli infortuni Vergara non avrebbe neanche esordito con il Napoli".
