Notizie

"Un trionfo con la fascia da capitano della Lazio, un sogno": Fuser e la prima Coppa Italia dell'era Cragnotti
11 set 2026 18:35Calcio
Immagine news
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Ospite di Storie di Calcio, trasmissione della radio di Tuttomercatoweb.com condotta da Marco Piccari, è stato Diego Fuser. Cresciuto nel Torino, Fuser si mise in luce nella stagione 1988-1989, esordendo in Serie A a 19 anni, per poi essere ingaggiato dal Milan per 7 miliardi di lire. Tre stagioni per lui in rossonero, di cui la seconda in prestito alla Fiorentina, mentre col Milan vince lo scudetto nel 1991-1992, la Coppa Campioni 1989-1990 e la Supercoppa europea e la Coppa Intercontinentale nel 1989.

Poi la cessione alla Lazio per 7 miliardi di lire all'inizio della stagione 1992-1993, concludendo il primo campionato con 10 reti. Nel 1998 vince con la squadra biancoceleste la Coppa Italia per poi trasferirsi al Parma, con cui vince Coppa Italia, Coppa UEFA e Supercoppa italiana. Successivamente per Fuser una breve parentesi alla Roma, prima della fine carriera al Torino. 

Ma Fuser ha raccontato in particolare un trofeo che ha nel cuore, quella Coppa Italia vinta nel '98 con la Lazio, la prima dell'era Cragnotti, che poi vinse in Italia e in Europa: "Diventai capitano dopo Favalli. Lui venne da me e disse che non se la sentiva più di farlo e volle dare la fascia a me. E io accettai. Non ci pensai un secondo di più. Vestire la fascia è una grande responsabilità, ed esserlo della Lazio di quel momento era una soddisfazione enorme. La Coppa Italia a inizio anno era un obiettivo come il campionato. La Lazio era forte e servivano obiettivi importanti. Era una squadra che stava crescendo tanto. Quando me ne sono andato io, la squadra era già molto forte ma poi lo divenne ancora di più".

Un percorso importante per arrivare in finale di quella edizione di Coppa Italia: "E' vero, incontrammo la Roma, era l'anno dei quattro derby vinti, poi anche la Juve. Era una squadra molto forte la nostra, riuscimmo a battere tutte le nostre rivali e dimostrammo di essere una grande. Poi in finale il Milan, che affrontammo prima a San Siro. Finì 1-0 per loro, ma noi contavamo tanto sul pubblico dell'Olimpico. Era un risultato ribaltabile, anche se non era facile contro i rossoneri. Anche in casa andò avanti il Milan, ci fu un po' di scoramento, ma Gottardi entrò e diede una scossa incredibile. Un grande merito per aver ribaltato quella finale è suo. Un primo tempo in cui giocammo contratti, lui invece cambiò il corso della partita. Alla fine il Milan non ci capì più niente". E Nesta realizzò il gol decisivo: "Fu l'apoteosi. Dopo 40 anni alzare un trofeo fu incredibile per i tifosi e per me. Fu una festa, una delle partite più belle per me. E fu il primo trofeo di una Lazio che poi vinse lo Scudetto e non solo. Mi ricordo che andammo a mangiare dopo la partita ai Parioli, una festa incredibile".

Daniele Petroselli
Storie di Calcio - Marco Piccari racconta la storia di Diego Fuser © registrazione di TMW Radio