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Renzo Ulivieri, presidente dell'Associazione Italiana Allenatori e allenatore del Pontedera femminile, è intervenuto come ospite su TMW Radio.
È un momento particolare per il mondo del calcio, quale sarà la soluzione per la Serie A?
“Annullare il campionato è l’estrema soluzione. Probabilmente si andrà a tappe forzate e si concluderà in maniera regolare giocando tutte le partite anche dopo il 30 giugno. Si comincerà a porte chiuse ma bisogna cercare di finirlo rispettando sempre la sicurezza”.
Qual è la posizione degli allenatori sulla ripresa degli allenamenti?
“Ce lo diranno i medici che conoscono la realtà dal punto di vista sanitario quando riprendere le attività. Non possiamo decidere da soli. Dobbiamo confrontarci con tutti i membri delle società”.
Cosa ne pensa del possibile taglio di stipendi nel mondo del calcio?
“Non si può fare un discorso che riguarda tutti. Gli stipendi che servono per andare a fare la spesa non devono essere toccati perché servono per vivere. Mi riferisco a preparatori atletici, giocatori di categorie inferiori, allenatori del settore giovanile e così via”.
Nel calcio, sono più disciplinati gli uomini o le donne, chi ti ascolta di più?
“Questo non lo so. Svolgo gli stessi allenamenti che facevo con gli uomini anche con le donne. Ottengo gli stessi risultati e ho le solite problematiche”.
Bisogna calarsi in una realtà diversa per allenare nel calcio femminile?
“Il mondo è lo stesso, quello del calcio ma c’è qualche particolarità. L’obiettivo è la formazione delle allenatrici. Ci sono tante le ragazze che stanno iniziando ad allenare. Conosco donne che allenano già in squadre professionistiche nel settore giovanile”.
Con lo slittamento di euro 2020 ci sarà una sovrapposizione con l’Europeo femminile. Quali sono i possibili scenari? Potrebbe essere spostata la competizione femminile?
“Siamo ancora a livello di ipotesi, il problema è che se noi fossimo tutti bravi cittadini ce la potremmo fare in tempi brevi. Se ci sarà bisogno dell’esercito e ci dimostreremo cattivi cittadini sarebbe un bruttissimo segnale. Dobbiamo risolvere questo problema e dobbiamo farlo tutti insieme”.
C’è la possibilità di giocare a porte chiuse fino alla fine del campionato?
“Se c’è la necessita lo dovremmo fare per motivi di sicurezza. È senza dubbio triste ma se non cambiano le cose ne vedremmo molti di stadi vuoti. Giocare con gli spettatori è bello ma non indispensabile. Si può giocare anche con gli spalti vuoti”.
In che tempi assisteremo al professionismo femminile?
“Molto presto perché è un diritto. La strada è ancora da studiare ma noi sappiamo che queste ragazze sono professioniste. Basta pensare al tipo di lavoro e agli orari che fanno”.
