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Ugolini: "Lo Shakhtar Donetsk vive una favola, vuole arrivare fino in fondo"
17 ago 2020 20:05Calcio
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Massimo Ugolini, ex preparatore atletico dello Shakhtar Donetsk oggi allenatore della Desenzano juniores, ha così parlato in diretta ai microfoni di Stadio Aperto, trasmissione di TMW Radio condotta da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini: "Allo Shakhtar sono stato 9 anni, dal 2007 al 2016, con Lucescu invece sono stato 10 anni, contando quello in più allo Zenit".

Chi i più celebri che ha avuto? Douglas Costa, Willian, Fernandinho, Teixeira, Srna, Chygrynskyi, Luiz Adriano... Ricordo che quando il presidente si fissava con qualcuno, poi arrivava. Si partiva sempre da nazionali giovani brasiliani che giocavano nell'U20".

Oggi ha ancora voglia di investire? "Secondo me sì, lì la questione è di problemi interni grossi come una guerra. Forse un po' l'entusiasmo è cambiato, ma l'impegno economico a sostegno della squadra è sempre simile, pur non conoscendolo nei dettagli".

Sorpreso dagli exploit di PSG e Lione in Champions dopo così tanta inattività? "Sì, assolutamente. Un po' come la Danimarca che vinse l'Europeo... Atalanta-PSG non l'ho vista, parlando del Lione dico che hanno pensato solo a difendersi e ripartire in contropiede, cambiando tanto gli attaccanti. Capita una volta ogni dieci di vincerla, e questa è successa".

Ha sentito Srna? Credono di farcela stasera? "No, non ho un rapporto così stretto ma sono fiduciosi. Stanno vivendo una favola, sono convinti di poter arrivare fino in fondo. Nella doppia sfida hanno problemi perché in casa praticamente non ci giocano mai, ma in sfida secca...".

Lucescu aveva pensato a lei per la Dinamo Kiev, vero? "Sì, dopo tre anni ci siamo sentiti e devo dire che mi ha fatto piacere far pace con il mio passato. Lui è un personaggio unico, ha la voglia di allenare sopra ogni cosa: alla sua età è impareggiabile, e da applaudire. Se mia moglie fosse venuta a Kiev forse sarei potuto andare, anche se lo Shakhtar è nel mio cuore... Lui di queste cose se ne frega di più, è così. Ha una voglia insana di allenare. Gli avevano fatto un monumento, ora voglio vedere che fine farà...".

Come ricorda Douglas Costa? Si faceva male così spesso anche allora? "Trovarne uno di quel livello è difficile. Allo Shakhtar era un ragazzino, si faceva meno male anche per una questione di struttura: ha iniziato a costruirsi un fisico nell'ultima parte in Ucraina. Dal Bayern poi ha iniziato a farsi male a livello muscolare, e ricordo giocatori come Vieri che una volta iniziati questi problemi, hanno faticato ad invertire la tendenza".

Chi l'ha sorpreso di più tra tutti quelli che ha avuto? "Lo dico in negativo: Teixeira. Doveva venire in Europa e invece ha scelto la Cina, così non sta avendo la carriera che potrebbe. In positivo invece Fernandinho, forse per la durata della carriera e per come è diventato capitano del Manchester City, anche se le qualità non mi sorprendono. Gli altri hanno vinto tutto, o quasi: Willian, Mkhitaryan... Certe carriere erano attese. Vedere Fernandinho bandiera del suo club dà qualcosa di più".

Com'è stato il primo giorno da tecnico della juniores? "In maschera, sembrava carnevale... Sono a casa, nel mio paese e alleno una squadra di Serie D. Sono felice e vedremo come andrà".

TMW Radio Regia
Massimo Ugolini intervistato da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini © registrazione di TMW Radio