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Tacchinardi: "Chiellini vive per il gruppo, non credo volesse fare polemica"
11 mag 2020 19:30Calcio
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

L'ex centrocampista Alessio Tacchinardi, oggi commentatore sportivo, si è collegato in diretta con TMW Radio, intervenendo nel corso della trasmissione Stadio Aperto: "Vivo questa fase con grande speranza, che le cose possano migliorare e si ritorni alla normalità. Ho tanta voglia di tornare a fare ciò che si faceva prima. Qui in Lombardia siamo stati toccati moltissimo, c'è paura di tornare nel pieno di quell'incubo pesante. Si vedono ancora tanti errori, speriamo di cuore che si riparta, anche nel calcio. Ancora è presto per ricominciare, ma è vero anche che i tempi sono strettissimi... E penso al PSG che non può più giocare in campionato e ripartirebbe il 7 agosto direttamente in Champions, così come il Lione nei confronti della Juve. Personalmente non andrei a forzare, ma oggi rispetto a due mesi la conoscenza del virus è molto migliorata. Due mesi fa la sensazione era che fosse anche nell'aria, c'era paura. Giusto che il calcio provi a ripartire, anche per ammorbidire un po' le disgrazie, per fare da piacevole diversivo".

Si parla di maxi-ritiri fino ad agosto: è praticabile questa soluzione? "Per me è praticamente impossibile, mi pare forzato. Però mi piace che il Governo almeno abbia personalità nel gestire la cosa. Ci sarebbe da parlare con i presidenti, qua tutto gira intorno ai soldi... Non posso pensare di isolare una squadra in una bolla per il tempo delle competizioni, tante squadre non hanno neanche un centro sportivo. Io la chiuderei qua, ma comprendo i grandi danni economici. Siamo nei quindici giorni decisivi, hanno liberato un po' la gente e siamo nel barometro per capire se si può andare avanti o se scoppia un'altra bomba atomica".

Al calcio però servirebbero basi economiche più solide forse. "L'altro giorno ci pensavo... Quando uno costruisce una casa parte dalle fondamenta. Qua invece ci sono squadre che: qualche debituccio, contropartite, ci facciamo valutare il giovane 15 milioni... Si naviga a vista. Se noi comuni mortali andiamo a fare la spesa e non paghiamo ci arrestano. Invece nel calcio vediamo milioni di debiti: dovrebbe cambiare tutto il sistema. Al primo tsunami viene giù tutto, senza le fondamenta".

Le serie inferiori saranno più in difficoltà. "C'è tanto casino. Onestamente il mondo intero si è ribaltato. In Serie C ci sono sessanta squadre, mille persone intorno: parlano di riforme, ma sono complicate da gestire. I due gironi della C potrebbero essere delle ipotesi, ma magari si riparte a giocare perché i casi calano. Giusto portarsi avanti, ma anche la B potrebbe essere a due gironi. Sono idee che ci stanno, io spero solo nel tornare alla normalità e tornare a goderci questo sport, che ci manca tanto anche nelle polemiche e nelle rivalità".

I giocatori sono fermi ormai da tanto. Come si riparte? "Ricordo le frasi del nostro preparatore a fine stagione, in quel mese e mezzo lì stacchi e lui diceva che se stai fermo tutto quel tempo ti servono almeno due mesi per tornare in forma. Non oso immaginare in che condizioni riprenderanno i giocatori: chi è bravo a far preparazione partirà fortissimo, altrimenti sarà un casino... La mia sensazione è che non vedremo un grandissimo spettacolo, tra porte chiuse e condizione atletica. Mi sembra tutto arrabattato ma è normale che sia così".

Si è alzato il polverone intorno all'autobiografia di Chiellini. Che ne pensa delle autobiografie di chi ancora è in attività, e della querelle in sé? "Sono anche belle, specie se si parla di personaggi che hanno fatto la storia del calcio. L'idea che ho io è che quando raggiungi livelli altissimi, e Giorgio, che ho visto crescere sin da ragazzino, ci è, puoi insegnare tanto: i grandi hanno qualcosa in più dentro, caratterialmente, di volontà e d'intelligenza. Mi dispiace per la polemica, anche perché Giorgio lo conosco bene ed è un ragazzo fantastico. Quando gioca lo sportivo è giusto che sia duro, e in partita, come potevo essere anche io, può anche risultare antipatico ma fuori dal campo è una persona a posto. Forse, sull'andare a esprimere pensieri sui singoli, bisogna stare attenti, ma non credo l'abbia voluta mettere per fare polemica. Il contorno non mi piace, dico che l'ha fatto con leggerezza".

Rientra anche nella promozione del libro... "Sì, anche chi va in tv e non fa polemica, non piace alla gente. Interessa il dibattito, è vero. Però ci son mille episodi, ecco. Non lo condanno comunque, credo l'abbia fatto in tranquillità, non immagino volesse fare polemica. Lui poi è uno che vive per il gruppo, magari ha visto atteggiamenti che non gli sono piaciuti. Comunque c'è da dire che parliamo di tre bei caratteri (ride, ndr)".

TMW Radio Regia
Alessio Tacchinardi intervistato da Francesco Benvenuti, Raimondo De Magistris e Niccolò Ceccarini © registrazione di TMW Radio