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Selvaggi: "Galeazzi ha cambiato il giornalismo sportivo, sdoganando la serietà di quel calcio"
12 nov 2021 19:25Calcio
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© foto di Massimo De Donno

L'ex calciatore, campione del mondo 1982 Franco Selvaggi, è intervenuto a Stadio Aperto, trasmissione pomeridiana di TMW Radio, parlando di vari temi, a cominciare dal ricordo di Giampiero Galeazzi: "È stato un grandissimo giornalista, un grande comunicatore, ricordo un'intervista a me e Platini in un derby. Era simpaticissimo, ha creato un nuovo modo di fare il giornalista sportivo, sdoganando la serietà nel calcio".

C'è grande aspettativa su Belotti per la partita della Nazionale contro la Svizzera

"Ho grande stima di Belotti, ha fatto cose straordinarie per il Torino, è un grande attaccante, chi lo prenderà farà un affare. Questa partita sarà un'occasione per dimostrare che è un giocatore che può ancora dare tanto al club e alla Nazionale. Negli ultimi anni ha portato la croce nei campionati non eccelsi del Toro".

Oggi ci sono pochi attaccanti pronti per la Nazionale

"In Italia è difficile per i giovani trovare spazio. Gli attaccanti si fanno giocando. Ai miei tempi ce n'erano tantissimi, e stare tra i primi quattro era difficilissimo. Basti pensare che Pierino Prati faceva la riserva a Gigi Riva, che per me è stato il più grande di tutti i tempi. Belotti farà una grande gara stasera".

Il Cagliari sta faticando anche in questa stagione nonostante un'ottima rosa

"Come rosa il Cagliari non è inferiore a tante squadre, potrebbe stare tranquillamente a metà classifica. Potrebbe essere un momento, è un mistero che il Cagliari debba salvarsi".

E cambia continuamente allenatore

"Mi ha sorpreso l'esonero improvviso e prematuro di Semplici, che lo scorso anno ha fatto un autentico miracolo. I risultati di Mazzarri finora non sono all'altezza, mi auguro si riprenda, ma bisogna fare in fretta, per l'amore che i tifosi cagliaritani hanno per questa squadra".

Si aspettava l'esplosione di Barella?

"Ho sempre pensato che Barella fosse un grande giocatore, un centrocampista completo, una delle mezzali più forti d'Europa. È un punto fermo della Nazionale ed ha ancora molti margini di miglioramento. Il Cagliari ha risentito della sua assenza".

Può diventare il capitano dell'Inter?

"L'Inter ha fatto un affare acquistandolo. Sarà il punto fermo della Nazionale per molti anni. Merita la fascia da capitano perché ha carisma, non ha paura di niente ed è funzionale in tutte le fasi del gioco".

Sarà lotta a due tra Milan e Napoli per lo scudetto o l'Inter rientrerà presto in corsa?

"Siamo ancora a novembre. Napoli e Milan stanno esprimendo il miglior calcio, ma non dimentichiamo che L'Inter ha cambiato qualcosa. Sarà importante per l'Inter la sfida contro il Napoli".

Pioli si è tolto l'etichetta del secondo anno difficoltoso, ora può aprire un ciclo al Milan

"Non era facile fare l'allenatore nel Milan degli ultimi anni. Sta facendo cose eccezionali, nessuno si aspettava un campionato così vibrante da parte del Milan, la squadra è stata costruita con molti elementi giovani, Maignan ha sostituito alla grande Donnarumma".

In Italia c'è il vizio di specchiarsi lasciandosi andare all'immobilismo dopo un grande trionfo internazionale?

"Dopo il mondiale del 1982 iniziammo l'Europeo in sordina. Non è facile avere stimoli dopo vittorie clamorose. L'Italia ha avuto qualche battuta d'arresto, ma ha battuto ogni record con Mancini. Stasera è una partita importante, non sottovaluterei la Svizzera, ma credo che Mancini saprà caricare a dovere i suoi ragazzi. Le motivazioni ci saranno".

Quanto è bravo Mancini?

"È già entrato nella storia degli allenatori della Nazionale. È una squadra giovane, la coppia centrale Bonucci-Chiellini andrà forse rivista per il mondiale, ci sono giocatori importanti. Il ct ha saputo costruire un gioco. Mancini esordì contro di me in un Cagliari-Bologna: aveva solo diciassette anni, ma si vedeva già che fosse un fenomeno; ha sempre amato il bel gioco, ha portato un nuovo rinascimento nel calcio; utilizza centrocampisti che non sono incontristi, ma che danno del tu al pallone".

Quanto sta seguendo il Taranto?

"Nutro un grande affetto per questi colori, i tifosi tarantini meriterebbero ben altro. Negli ultimi decenni non c'è mai stata una società all'altezza che avesse dei programmi. Questa sta invece dimostrando di avere intenti buoni. Questo è un anno di transizione, ma il prossimo faranno la squadra per salire".

Si sta lavorando bene nei settori giovanili?

"Abbiamo giocato con le migliori nazionali giovanili. Bisognerebbe dargli più fiducia, come all'estero. Siamo pieni di stranieri, le punte fanno fatica a mettersi in mostra perché trovano poco spazio nelle prime squadre".

TMW Radio Regia
Franco Selvaggi ai microfoni di Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini © registrazione di TMW Radio