Sconcerti: "Ronaldo, il caso rimane ancora aperto. Napoli, Insigne non è un capitano"

18 nov 2019 16:49Calcio

Per dire la sua sui temi del momento a Maracanà, nel pomeriggio di TMW Radio, è stato il direttore Mario Sconcerti.

Sulle parole di Rivaldo su Paquetà
"Non è giusto dargli la dieci? Bisogna vedere se il Brasile ha giocatori superiori a Paquetà. Se gioca lui, che sia al livello dei precedenti o no, devo supporre che il ct lo ritenga il migliore. Mi è sembrata una dichiarazione in cui nel finale ha cercato di ammorbidire una dichiarazione pesante".

Sulla Nazionale e gli attaccanti
"Immobile e Belotti sono diversi. Immobile non è un centravanti puro. Belotti è un centravanti, generoso, che spazia. Immobile è più solitario, cerca il dribbling, non è quello che aspetta il pallone in area piccola. In Nazionale di solito si cerca il centravanti classico". 

Su Mancini
"Ha cercato la qualità, ha detto ai giocatori di giocare bene e di dare il meglio. Ha tolto di mezzo il problema tattico e la pressione. Ha dato fiducia a chi ne aveva poca. E ha trovato gente che per adesso ha risposto presente".

Sui talenti azzurri
"Barella e Tonali sono il futuro, Zaniolo è quello che ha più doti e potrà dare di più. Dovrà saper gestire le sue doti. Chiesa ha doti eccezionali ma ha un periodo di involuzione. E' da tre mesi che non è al suo livello".

Su Ibrahimovic
"Se andasse a Bologna sarebbe per amicizia. Ma non ci sono sfide per vincere al momento. Chi si assumerebbe Ibra, che pesa sull'ambiente? Sarebbe uno choc per tutto l'ambiente. E' un ragazzo troppo intelligente, sa che può trovare una squadra per vincere ma lontano dall'Italia. Per Saputo, presidente del Bologna, sarebbe il primo colpo di testa, una scelta fuori dai suoi canoni. Bologna sarebbe adatta a lui".

Su Piatek
"Vorrei sapere quale attaccante sta giocando bene al Milan. Se lo metti Piatek in una squadra che gira, gira anche lui. Lo ha fatto vedere lo scorso anno. Dare a Piatek la responsabilità del Milan mi sembra eccessivo. Darlo via in prestito? Ha 25 anni, è uno su cui puntare ancora".

Su Ronaldo
"C'è una grande voglia di pensare che ha vinto la Juve, che ha fatto rientrare il caso. Il problema non è mai stato se era infortunato o meno. Avevamo le parole di Sarri e della società sui suoi dolori, il problema non era se stava bene o male. Il problema era che era uscito arrabbiato con l'allenatore e che era andato via prima della fine della partita. Su questo deve chiedere scusa. La Juve non ha risolto nulla. Non mi ricordo di un giocatore che va via prima della fine della partita. Il caso rimane aperto per me. Sarebbe grave se la Juve non avesse spiegazioni dal suo giocatore più importante".

Sul Napoli
"Insigne non è un capito, non ha il carisma. Deve essere chi ha più peso degli altri e vuole farlo valere. Nel Napoli manca una figura che gestisca l'unità di crisi. Servirebbe un ex giocatore? Forse un direttore generale".

Sul caso Rieti
"Se ne vedono tante di queste situazioni in Serie C, con stipendi non pagati. La C spende più di quello che intasca. Spesso i presidenti non ce la fanno e accadono queste cose. E' una categoria che è una via di mezzo e quindi è una finestra aperta: se piove, entra l'acqua".

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