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Il direttore Mario Sconcerti si è collegato in diretta nel corso di Stadio Aperto, trasmissione di TMW Radio, per parlare di vari temi d'attualità in Serie A ai microfoni di Francesco Benvenuti, iniziando dallo Scudetto ormai già virtualmente conquistato dalla Juventus: "Il comportamento in Champions sarà molto importante nel giudizio, questa non era una Juventus formidabile: negli ultimi nove anni poche volte si è vista così confuso, anche a causa della campagna acquisti: Rabiot è entrato in linea tardi, Ramsey praticamente non l'ha mai fatto, Pjanic ha capito presto che con lui volevano fare plusvalenza, poi c'è stata la questione Dybala... Questo è stato lo Scudetto dei solisti, e di Ronaldo in particolare avendo segnato il 42% delle reti. Fatto straordinario, così come che la Juventus prenda più di un gol a partita, e se ne subisci 40-41 vuol dire che la squadra è sbagliata".
Cosa dire della stagione di CR7? "È stata molto importante perché continua. Ha avuto pochissimi momenti di flessione, per il resto la squadra lo ha supportato al massimo visto che lui dà molto ma toglie anche delle libertà ad altri giocatori. Però riesce sempre a pesare sulle partite".
C'è poi il dato dei 40 gol subiti. "Quando succedono queste cose, vuol dire che non c'è una giusta squadra intorno. Parlo di squadra sbagliata ed è troppo, ma qui non c'è una buona fase difensiva, che oltre al portiere comprende otto giocatori. Non è un caso che si sia quasi sempre vinto subendo tra i 20 e i 25 gol: se ne prendi una quarantina, devi pensare, significa che alcuni equilibri di squadra non funzionano".
Conte si è lamentato molto del calendario. "Le parole sono molto seccanti, e se si riferiscono solo all'Inter diventano quasi volgari. Non puoi pensare di lavorare in una società che non è alla tua altezza, e credo stia cercando un nemico da altre parti. Quando parla di favori dati alla Juve dovrebbe spiegarci qualcosa, visto che lui là c'è stato tanti anni. Ha il sapore di una confessione, sul calcio in generale: dovrebbe capirlo o comunque l'Inter farglielo capire. Se parla di favori alla Juve non può non rimanerne coinvolto".
A livello societario, come giudica l'Inter? "Questo è il vizio degli italiani, che pensano come un direttore generale o un ad siano la stessa cosa della proprietà. Sono semplicemente tesserati, dei dipendenti, e certe parole non valgono la metà di quello che dice un presidente. Quest'ultimo può anche dire sciocchezze, ma è lui che ti paga, e a lui devi piacere. Il punto è che ci sono molti presidenti lontani geograficamente".
Proprio qui si individua il successo dell'Atalanta? "Certamente. Percassi è persona ricchissima, discreta e silenziosa. Oltre che competente, essendo stato giocatore di Serie A. L'uomo è persona estremamente corretta nel fare l'altro mestiere della sua vita".
La Fiorentina si è salvata. "L'anno è stato molto duro, ma al contrario dello scorso, quando c'era da prendere la squadra ed impacchettarla verso altrove, in questo qualcosa si è costruito. Metà squadra non va guardata, ma l'altra metà va osservata con attenzione. Sarà l'Anno Uno, il prossimo, anche perché vedremo volontà di investire della società e qualità degli investimenti: riferimenti non ce ne sono, se non quello degli investimenti di gennaio. Uno come Cutrone è cresciuto molto, diventando quasi ciò che ti aspettavamo. Con Chiesa invece è stato fatto un errore nel non cederlo, vedremo se ora ci sarà qualcuno che lo prende davvero, e secondo me non si va oltre i 30-35 milioni".
Ranieri che lavoro ha fatto? "Devo dire che la Samp già dall'inizio, a livello di squadra, aveva qualcosa in più del Genoa, delle certezze in più. Ma Ranieri ha proprio questo di buono, guida i giocatori a dare il meglio nel mezzo alla tempesta: un normalizzatore che prende la barca e riesce ad ammansire anche le onde più grosse, dando una buona velocità di navigazione".
Dall'altro lato, a Genova, ci sono le sofferenze continue, negli anni, dei genoani. "Il problema è la dimensione del Genoa, Preziosi penso sia il primo presidente che ha tenuto sempre in A la sua squadra. La città è grande, e vive tra il porto e qualche idea. Due squadre, però, considerando che la Liguria ha un milione e mezzo di abitanti, non le puoi tenere in Serie A. Sono tante. Per tutta la vita hai il nemico che ti accompagna, e questo è interessante, ma poche volte sei all'altezza degli altri. Anche la Samp è riuscita a vincere lo Scudetto quando ha trovato qualcuno che la tenesse per anni al di sopra delle sue possibilità".
