Sconcerti: "Passaporto Suarez prepotenza al senso civico. L'Inter cederà Eriksen"

15 set 2020 19:42Calcio

Il direttore Mario Sconcerti è intervenuto in diretta nel corso di Stadio Aperto, trasmissione di TMW Radio condotta da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini. Le sue riflessioni iniziano dalla Juventus e dalle problematiche di Suarez col passaporto: "Non sarà una gran figura per la Juventus, ma perlomeno lo è per l'Italia. Ho sempre pensato che per ottenere la cittadinanza di un grande paese, una cosa seria, ci si dovesse vivere almeno un giorno. Vogliamo mettere il calcio davanti a tutti, ma Suarez in Italia non ha vissuto neanche un'ora. Mi sembra prepotenza verso il senso civico degli altri. Niente di illegale, ma sono andato a vedere i requisiti per la cittadinanza italiana, ed uno dei requisiti è sposare un italiano o italiana ed aspettare almeno un anno e mezzo. Non ho trovato alcuna norma che avesse tempi inferiori, e ci sono migliaia di ragazzi in Italia che non possono averla... Capisco tutto, ed è giusto anche fare quel che si può ma questo mi sembra troppo. Una Università dovrebbe fare una sessione in più per la sua cittadinanza?".

La Juventus con Dzeko al posto di Suarez perderebbe tanto? "No. Dzeko è un grande giocatore e sa perfettamente come integrarsi con Ronaldo. Non ne ho mai fatto un problema tecnico, la Juve non ci perde niente. Prendendo Milik, poi, la Roma abbasserebbe di 9 anni l'età del proprio centravanti ed avrebbe un gran giocatore. Il Napoli l'avrebbe pure pagato di più se le cifre che leggo fossero confermate... Cavani costa troppo? Ma se costi troppo nessuno ti prende, e alla fine calano i soldi".

Serve anche una punta di riserva, no? "Sì e penso che sarà Kean".

Con Bonaventura e Borja Valero che centrocampo sta nascendo alla Fiorentina? "Credo che la Fiorentina vada vista nel suo insieme, non c'è dubbio che ci sia un buon centrocampo. Credo che giocherà parecchio Pulgar, ma questa è una mia impressione... Amrabat è un tuttocampista e vuole sempre la palla lui, un regista spontaneo ma di un campo raddoppiato come spazio. Penso a quanto una squadra perde dandogli un ruolo preciso. Secondo me Bonaventura può fare la mezzala ma molto avanzato, è quasi un trequartista: il sostituto ideale di Ribery. Per il centrocampo preferivo una mezzala e penso che su De Paul e Torreira siano state due occasioni perse per fare una squadra importante".

Chiesa va o resta? "Comincia ad avere il pallino di questa storia. Credo che sia stata pagata l'assenza di Commisso dall'Italia, perché lui è uno di quelli che certi casi li sa risolvere. Un giocatore come Chiesa non puoi venderlo l'ultimo giorno di mercato, o rischi di non fare nulla tu: è un problema da risolvere in massimo dieci giorni, ma sono già troppi".

Conte ha una rosa all'altezza della Juventus? "Ha una rosa sconfinata, l'Inter dovrà vendere tre o quattro giocatori come Eriksen, Nainggolan, Gagliardini, Joao Mario e Perisic e dico che sarebbero titolari nell'80% delle squadre del mondo".

Davvero Eriksen uscirà? "Qualcuno dovranno vendere, e lui è quello più vantaggioso: prenderebbero più soldi veri, perché non lo vendi a 20 milioni. Secondo me è sbagliato il mercato a settembre, andava fatto prima: si sono rispettate troppo Champions ed Europa League, con i problemi di una decina di squadre".

Quante difficoltà ci saranno in questo calciomercato? "Pensiamo sempre alle squadre top, ma le altre si sono scambiate i giocatori tra di loro. In un campionato immobile come il nostro, dove trovare qualcuno di nuovo è diventato una scommessa: ho contato appena ventuno nuovi titolari nelle varie formazioni di Serie A. Questo è un campionato che non ti dà niente, eppure siamo convinti della nostra forza, poi quando andiamo a giocare contro gli altri non la vediamo".

Il gap con gli altri campionati si allargherà ulteriormente? "Mi hanno insegnato che prima di arrivare al cielo, ai grandi problemi, serve risolvere ed organizzare bene quelli piccoli. Abbiamo un torneo allenato da gente che non ha vinto niente: solo Conte ha vinto qualcosa in Italia. Tutti i nostri migliori sono fuori, da Mancini ad Allegri fino a Mazzarri ed Ancelotti. Se togli il meglio di una categoria non puoi avere il meglio del prodotto. Bisognerebbe capire anche cosa fa Coverciano, come istruisce gli allenatori e chi sono gli insegnanti. Qui c'è evidentemente anche un problema di scuola, nessuno arriva a vincere".

C'è stato uno spartiacque? "Molti sono stati rovinati da Guardiola e lo dico seriamente. Hanno cercato di imitare il risultato sul campo: possesso palla e passaggi corti ma senza lo studio e le sessioni, ma anche le ossessioni e la lacerazione che c'erano dietro al suo lavoro. O il carisma, visto che quando Guardiola parlava lo ascoltavano tutti i calciatori del Barcellona. Un po' alla Zidane, anche se diverso, e secondo me Pirlo è più uno alla Zidane. Quando invece sei uno normale, rischi di finire a far ridere i polli, come se io mi mettessi a scrivere poesie come Foscolo".


Mario Sconcerti, prima firma del giornalismo italiano, intervistato da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini © registrazione di TMW Radio

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