Sconcerti: "Lazio cosciente, non arrendevole. Juventus unica rivale dell'Inter"

23 feb 2021 20:00Calcio

Mario Sconcerti, prima firma del giornalismo italiano, è intervenuto in diretta a Stadio Aperto, trasmissione di TMW Radio condotta da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini. L'intervista inizia dall'impegno di questa sera della Lazio contro il Bayern Monaco: "Un premio lo hai già ottenuto andando in Champions, ed è pure abbastanza largo. In pochi paesi la quarta classificata va in Champions, il Portogallo per esempio ne ha due sole, e non è una nazione così inferiore all'Italia. Non credo all'arrendevolezza della Lazio, ci sarà coscienza della differenza di qualità. Quando si conoscono i propri limiti, si ha pure libertà".

Sbagliato pensare che l'Atalanta sia alla pari con il Real Madrid? "Penso che la storia pesi, sempre. Le stanze in cui cresci ti danno senso del gusto e del giudizio, la partita però va giocata ed è aperta. Il Barcellona per esempio ha frequentato le stesse stanze del Real e in Champions è andato incontro a brutte eliminazioni. Può succedere pure a Bergamo, anche se l'Atalanta non è una squadra costante. Un pronostico mi sembra esercizio inutile, sono squadre diverse guidate da un grande allenatore come Zidane e un maestro non imitabile come Gasperini. Certamente l'Atalanta è squadra di livello europeo".

Oggi il Cagliari ha presentato Semplici. Troppo tardi adesso? "Certo, presto non è. Da esperto di calcio mi viene da dire che sia abbastanza tardi, perché come minimo deve fare 21 punti in queste ultime quindici partite, e perché succeda ci vuole una squadra in salute. Il Cagliari può farlo, ma il vero serbatoio per loro sarebbe un crollo in quelle che oggi sono lì intorno ai 25 punti. Non credo nemmeno il Torino abbia problemi, e il fatto che il Cagliari sia lì per me è un vero mistero. Non conta tanto il distacco, che sono due vittorie... Semplici sicuramente troverà la quadra e, fossi per esempio nella Fiorentina, starei attento".

Come le è sembrata la Juventus ieri? "Aveva tanti assenti, Chiesa mi piace sempre di più e sono contento abbia giocato per 4 anni nella Fiorentina: la Juventus gli ha dato quello che non potevamo dargli, l'aria da grande giocatore che lo porta a fare uno step in più. Il Crotone a questi livelli ti può allenare bene a giocare benino, per cui secondo me è una partita che dice poco. In questo momento comunque mi sembrano l'unica potenziale avversaria dell'Inter".

Troppo allarmistico pensare che il Milan debba guardarsi le spalle? "No. Quando perdi con questa frequenza, vuol dire che hai dei problemi e questi mi sembrano anche facili da identificare. C'è un assente fondamentale come Bennacer e uno non giustificato come Calhanoglu, oltre a uno che non sta più pesando come prima che è Ibrahimovic. C'è bisogno di partecipazione e di tornare ad un'intensità diversa".

Si aspettava le più dall'impatto di Tonali in rossonero? "Se fosse stato quello che diceva la stampa. Quando vediamo un giocatore da 7 diciamo subito che è da 9, poi vai a fare un confronto quando sale nella squadra più forte e ti accorgi che non è così. In questo momento non è da grande squadra, e infatti fa la riserva di Bennacer e quando gioca non stupisce".


Mario Sconcerti, prima firma del giornalismo italiano, intervistato da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini © registrazione di TMW Radio

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